La mia città

Roberto Boccadoro

Roma  Città  Eterna…

La millenaria città di Roma, detta anche “Città Eterna”, è la capitale d’Italia; sorge sulle rive del Tevere tra le colline di Monte Mario, del Gianicolo, di Monteverde e le alture conosciute come “i Sette Colli di Roma”. Secoli di storia rendono il patrimonio artistico e architettonico talmente ricco da disorientare il turista intenzionato a visitarla. Oltre dieci milioni di turisti visitano annualmente Roma e più di centomila sono le presenze giornaliere confermando appunto l’amore e l’interesse per questa città unica e meravigliosa.


UN PO’ DI STORIA:

Fondazione di Roma e suo sviluppo (753 a.C.÷509 

Secondo il racconto tradizionale la fondazione di Roma alla metà dell’VIII secolo a.C. fu opera dei leggendari Romolo e Remo, benché fu il primo a prevalere sul secondo. L’origine del nome è incerta, Roma potrebbe significare sia città del fiume, sia città dei Roma, famiglia gentilizia etrusca. Di certo la sua posizione, vicino al mare ed alla foce del fiume Tevere, la rese militarmente forte e al tempo stesso commercialmente opportuna. Lo sviluppo della città fu infatti notevole, già nel periodo leggendario della monarchia dei sette re. La data ufficiale, 21 aprile del 753 a.C., venne stabilita da Marco Terenzio Varrone calcolando a ritroso i periodi di regno dei re capitolini. Altre fonti in realtà riportano date diverse: Quinto Ennio nei suoi Annales colloca la fondazione nell’875 a.C., lo storico greco Timeo di Tauromenio nell’814 a.C. (contemporaneamente, quindi, alla fondazione di Cartagine), Fabio Pittore all’anno 748 a.C. e Lucio Cincio Alimento nel 729 a.C. La datazione di Varrone – attualmente considerata quella tradizionale – viene considerata sia troppo alta (in relazione alla prima unificazione degli abitati, avvenuta presumibilmente nella metà dell’VIII secolo) sia troppo tarda (i primi insediamenti risalgono al II° millennio a.C.).

Dal punto di vista archeologico nella zona del Latium si sono osservate alcune tracce di pastorizia (suini, ovini, meno i bovini) e di modesta agricoltura (soprattutto farro,spelta ed orzo, per quanto fosse permesso dall’area paludosa). Con le prime operazioni di bonifica intorno all’età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.) si sviluppano anche le prime coltivazioni di frumento, vite ed oliva. Si hanno alcune tombe ad incinerazione, sostituite poi nel IX secolo dalle prime seppelliture; alcune tombe arcaiche mostrano poche offerte, segno di una società omogenea, ed alcuni oggetti preziosi dal secolo successivo.

Ma la vera e propria città si venne formando attraverso un fenomeno disinecismo durato vari secoli e culminato appunto alla metà dell’VIII° secolo a.C.. In analogia a quanto accadeva in tutta l’Italia centrale, le origini della città si devono ad una progressiva riunione in un vero e proprio centro urbano dei villaggi sorti sui tradizionali sette colli: si trattava di insediamenti dell’antica popolazione dei Latini, di stirpe indoeuropea (gruppo latino-falisco), già presenti dal X° secolo.

La località presentava ampie zone pianeggianti presso il Tevere, che tuttavia erano in parte occupate da paludi e stagni. Le colline che si affacciavano sul fiume erano inoltre ricche di acque e controllavano il guado del fiume presso l’isola Tiberina, al punto di intersezione di due importanti direttrici commerciali. La prima andava dalla costa alle zone interne della Sabina lungo la valle del Tevere, ed era utilizzata per l’approvvigionamento del sale indispensabile per le economie agricolo-pastorali: corrisponde alla via Salaria di epoca storica. La seconda era rappresentata dall’itinerario che andava dall’Etruria alla Campania.

Repubblica ed espansione (509 a.C.÷27 a.C.)

Si formò quindi molto presto a Roma una forte classe dirigente, che favorì il passaggio dalla monarchia alla repubblica (data tradizionale, 509 a.C.); passaggio connesso con le fine della potenza etrusca, dominante a Roma con i tre ultimi re.
La repubblica fu da principio esclusivamente aristocratica, con il governo di due consoli annuali e del Senato, ma la plebe si affermò rapidamente, con l’istituzione dei tribuni, eletti con l’intento di difendere questa classe, e divenuti magistrati di importanza primaria, e col livellamento progressivo del divario tra i diritti dei patrizi e dei plebei. La graduale acquisizione dei diritti civili della plebe, portò ad un grande ampliamento e rinnovamento della classe dirigente (la “nobilitas”), e ad una maggiore importanza dei comizi popolari di fronte al Senato.
Nel frattempo le lotte interne vivacissime contribuirono all’espansione della città, che nel 4° sec. acquistò la supremazia sul Lazio. Dopo la pausa dovuta all’invasione gallica (e. 390 a.C.), Roma ristabilì e completò il suo dominio nel Lazio, batté i forti montanari sanniti, e trionfò su loro e sugli altri popoli che abitavano la penisola: Etruschi, Galli e i Greci dell’Italia meridionale, mai riusciti ad unire durevolmente e organicamente le loro forze contro di essa. Verso il 270 a.C. tutta l’Italia peninsulare era soggetta a Roma; ne risultò un principio di unificazione italiana, non solo politica, ma anche culturale. Roma, infatti, che dall’inizio aveva subito profondamente l’influenza etrusca, assorbì sempre più anche la cultura greca proveniente dall’Italia meridionale, miscelando tutte queste influenze con spiriti propri e creando una letteratura e un’arte romane con caratteristiche peculiari.

La leggenda dei sette re di Roma (509 a.C.÷27 a.C.)

  1. Romolo: dopo la fondazione della città si adoperò per popolarla, offrendo asilo a quanti avessero voluto trovarvi rifugio, e procurando loro delle mogli. Con uno stratagemma infatti fece rapire delle giovani sabine durante una festa (Ratto delle Sabine). Ciò scatenò una guerra che terminò con l’unione dei due popoli. Si racconta, inoltre, che circa quarant’anni più tardi, durante un temporale, Romolo scomparve salendo al cielo, e che divenne il dio Quirino, protettore di Roma
  2. Numa Pompilio: il secondo re di Roma, fu uomo pacifico e pio, ed impartì ai Romani insegnamenti spirituali, istituendo i primi collegi sacerdotali (pontefici, auguri, vestali, ecc.).
  3. Tullio Ostilio: riprese le guerre conquistando Alba Longa. Le sorti della guerra furono decise da un duello tra fratelli Orazi e Curiazi, romani i primi e albani i secondi.
  4. Anco Marzio: nipote di Numa Pompilio, combatté contro i Latini estendendo fino al mare il territorio di Roma, e fondando alle foci del Tevere la colonia di Ostia.
  5. Tarquinio Prisco: fu il primo re etrusco. Nato a Tarquinia emigrò a Roma con la moglie, dove riuscì ad ingraziarsi Anco Marcio, di cui fu il successore. Portò a Roma l’influenza etrusca e greca, e fece costruire monumenti quali il Circo Massimo, il Tempio di Giove Capitolino, ecc.
  6. Servio Tullio: continuò la politica di Tarquinio Prisco. Egli fece costruire grandi mura intorno alla città, racchiudendo i sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio. Introdusse inoltre alcune riforme nella primitiva costituzione di Roma.
  7. Tarquinio Il Superbo : figlio di Tarquinio Prisco, consolidò la sua egemonia sui popoli del Lazio, rafforzando la potenza dello Stato. Fu un re superbo e violento. Anche a causa di suo figlio Sesto, che aveva oltraggiato una donna romana, Lucrezia; in quell’occasione il popolo romano insorse cacciando i Tarquini dalla città.

Espansione sul Mediterraneo
(27 a.C.÷476 d.C.)

Dalla metà del 3° sec. a.C. Roma iniziò ad espandersi anche al di fuori della Penisola italica. Le due prime guerre puniche (264-201 a.C.), contro Cartagine (nell’attuale Tunisia), le diedero il dominio del Mediterraneo. Con l’allargarsi dei predomini dello Stato romano, e la graduale scomparsa delle classi medie agricole, che avevano creato la grandezza della repubblica, nacque anche l’esigenza di intervenire con delle riforme. 
Nel 133 a.C. il tribuno della plebe Tiberio Gracco propose una riforma agraria che gli costò la vita, e che dieci anni dopo (nel 123 a.C.), venne ripresa ed ampliata con maggiore vigore dal fratello Caio. 
Nel secolo e mezzo successivo, Roma ottenne la supremazia in Oriente, sui regni usciti dall’Impero di Alessandro Magno, e in Occidente sui popoli semibarbari della Spagna e della Gallia. 
Quest’ultimo territorio fu conquistato grazie alle capacità strategiche di Giulio Cesare, che al ritorno dalle guerre si proclamò imperatore, ossia dittatore a vita. Durante il suo periodo di reggenza attuò diverse riforme civili. Dopo le guerre civili, scatenatesi dopo l’assassinio di Cesare, nel 27 a.C. Ottaviano restaurò la Repubblica ed ottenne il titolo di Augusto. Si costituì cosi l’Impero Romano, prima come dominio geografico, e poi come regime politico interno.


Roma capitale del mondo civile (27 a.C.÷476 d.C.)

Rimanendo il centro della vita politica e culturale italiana, Roma divenne la capitale del mondo civile. A ciò corrispose il suo ampliamento urbanistico e demografico (circa 850.000 abitanti) e il suo splendore artistico e sociale, che raggiunsero il culmine nei primi due secoli dell’Impero. 
Il regime imperiale fissa la sua data d’inizio con Augusto nel 27 a.C. L’ordinamento politico conservò il carattere formale di una combinazione di varie magistrature repubblicane, riposante sulla volontà del popolo e del senato romano, ma prevalse sempre più il carattere assolutistico e militare, in corrispondenza anche con la crescente pressione esterna dovuta alle popolazioni barbare, che incalzavano i confini romani. 
Ad Augusto successero cinque dinastie di imperatori romani, che ressero l’Impero fino alle occupazioni barbariche. Le lotte per la successione, sempre più frequenti, portarono, nel tempo, ad una profonda trasformazione dell’organizzazione politica del dominio romano. 
Nel 284 d.C. Diocleziano trasformò lo Stato in una monarchia assoluta, e suddivise l’Impero in quattro parti (tetrarchia), due in oriente e due in occidente, in cui avrebbero regnato i comandanti più meritevoli. Ben presto questa divisione diede vita a due linee di discendenza separate, e ad una separazione di fatto dell’Impero in due parti. La divisione definitiva si ebbe nel 394, tra l’Impero d’Oriente, con capitale Bisanzio (poi divenuta Costantinopoli), e quello d’Occidente, con capitale Roma, e poi Ravenna. 
L’Impero d’Occidente, a causa della crisi militare, dovuta all’infiltrazione di germani nell’esercito, dello spopolamento delle campagne e dell’inflazione monetaria, finì meno di un secolo più tardi, nel 476 d.C., schiacciato dalle invasioni unne e germaniche.

Roma  attuale

Quando Roma divenne capitale d’Italia ci fù un enorme afflusso continuo di immigrati dal resto dell’Italia, più la nascita di tutti i centri necessari ad una capitale comportarono una intensa urbanizzazione e crescita della popolazione, sia all’interno delle mure aureliane che all’esterno.

All’inizio del XX° Secolo si iniziano a vedere suddivisioni dei rioni esistenti e nascono i primi quartieri al di fuori delle mura e quindi con il crescere delle città il numero dei rioni del centro storico è progressivamente aumentato fino ad arrivare agli attuali 22.

Pianta del centro storico con la suddivisione dei Rioni

Pianta attuale di Roma con la suddivisione della città

Oltre al centro storico di Roma e per conseguenza della nuova urbanizzazione con l’allargamento del territorio urbano del dopo guerra, vennero istituiti i Quartieri, risultando ad oggi la città divisa in 35 quartieri, come dal seguente elenco:

I Flaminio

II Parioli

III Pinciano

IV Salario

V Nomentano

VI Tiburtino

VII Prenestino-Labicano

VIII Tuscolano

IX Appio Latino

X Ostiense

XI Portuense

XII Gianicolense

XIII Aurelio

XIV Trionfale

XV Della Vittoria

XVI Monte Sacro

XVII Trieste

XVIII Tor di Quinto

XIX Prenestino-Centocelle

XX Ardeatino

XXI Pietralata

XXII Collatino

XXIII Alessandrino

XXIV Don Bosco

XXV Appio Claudio

XXVI Appio Pignatelli

XXVII Primavalle

XXVIII Monte Sacro Alto

XXIX Ponte Mammolo

XXX San Basilio

XXXI Giuliano Dalmata

XXXII Europa (EUR)

XXXIII Lido Ostia Ponente

XXXIV Lido Ostia Levante

XXXV Lido Castel Fusano


ROMA TRA MONUMENTI E CULTURA

Ostia Antica

La tradizione attribuisce la fondazione di una prima colonia di Ostia [Ostium=Foce] posta sull’antica linea di costa allo sbocco del Tevere ad Anco Marzio, anche se il rinvenimento di terrecotte architettoniche dei secoli VI°-V° a.C. fa supporre che nel sito della futura città esistesse a quel tempo solo un luogo di culto. La colonia, come archeologicamente conosciuta, fu fondata alla fine del secolo V° o agli inizi del IV° a.C. come cittadella fortificata rettangolare. [Castrum] In un primo tempo base della flotta sotto il controllo di un questore romano, dal secolo II° a.C., in seguito all’acquisita importanza per i commerci e l’approvvigionamento alimentare di Roma, cominciò a espandersi: la cinta di mura da cui sembra l’abbia dotata Silla dopo la presa da parte di Mario, comprendeva un’area di 69 ettari, e dal I° a.C. le epigrafi attestano un ordinamento coloniale autonomo. Con Augusto e i suoi successori la città fu dotata di un teatro, di un foro e di un acquedotto, ma fu la costruzione del porto di Claudio, e soprattutto quello di Traiano, che ne accrebbe ulteriormente l’importanza; infatti, mentre le principali strutture di immagazzinamento si concentravano a Portus, Ostia vide potenziata la propria funzione di centro amministrativo e direzionale dei commerci. Tutto ciò comportò una generale ristrutturazione urbanistica, attuata soprattutto sotto Adriano, che ricostruì i quartieri compresi tra il decumanus maximus e il porto fluviale [si raggiunsero forse allora i 50.000 abitanti]. Fino all’età dei Severi la città godette del favore imperiale, ma dopo la metà del secolo III° cominciò a declinare a vantaggio di Portus cui Costantino concesse autonomia amministrativa, [Ostia si era schierata con Massenzio] sopravvivendo come centro residenziale di alti personaggi. Agli inizi del secolo V° il braccio ostiense del Tevere non era più navigabile e larghe zone della città erano già abbandonate; gli ultimi restauri si ebbero nell’età di Teodorico, poi gli abitanti si concentrarono nell’area dell’attuale borgo, dove Gregorio IV° fondò Gregoriopoli. Il progressivo allontanamento della costa per l’insabbiamento del fiume e da ultimo la piena del 1557, che tagliò fuori l’ansa del Tevere, causarono la decadenza definitiva. I primi scavi regolari di Ostia furono intrapresi sotto Pio VII°, per impulso di Carlo Fea [1802-1804], e sotto Pio IX°, a opera di Pietro Ercole e Carlo Ludovico Visconti. [1855-70] Dopo l’unità d’Italia ricerche sistematiche vennero riprese da Dante Vaglieri nel 1907 che mise in luce i quartieri a nord del decumanus da Porta Romana alla caserma dei vigiles, e proseguite soprattutto da Guido Calza che in vista dell’Esposizione Universale del 1942 scavò in quattro anni un’area che portò la zona visitabile a 34 ettari a fronte dei probabili cinquanta edificati nell’antico. Nel dopoguerra si è proceduto in particolare a restauri e a sistemazioni, oltre che a limitati interventi di scavo.


Castel Sant’ Angelo (Mole Adriana)

Fu fatto erigere dall’imperatore Adriano come suo mausoleo, nel 130 d. C. ed accolse le spoglie dei membri della dinastia imperiale fino a Caracalla. L’opera originale era molto diversa da quella che oggi si può vedere. Per opera dell’imperatore Aureliano ci fu la trasformazione in castello , nel XI secolo fu aggiunta la torre e quando nel 1277 divenne proprietà del Vaticano, furono aggiunti gli appartamenti pontifici. L’Angelo bronzeo del XVIII secolo che da il nome al castello scaturisce da una antica leggenda che risale alla terribile peste del 590. Secondo la storia la peste terminò grazie all’apparizione di un angelo che si posò sopra il mausoleo e fece il gesto di riporre la spada nel fodero a simbolo della grazia concessa. E’ stato utilizzato nel tempo come luogo di rifugio di papi e di prigione. Per renderlo più sicuro nel 1277 fu costruito il cosiddetto passetto che che lo unì alle mura vaticane . Il passetto è un lungo corridoio fortificato che consentiva il passaggio dei pontefici dai Palazzi Vaticani al castello. Oggi è sede del Museo nazionale di Castel S.Angelo dove sono raccolte collezioni di armi e documenti inerenti la storia del castello. Si possono visitare tutti gli ambienti, dalla prigione agli appartamenti del papa a tutte le numerose sale ricche di decorazioni. Ricordiamo la sala dell’Apollo con affreschi della scuola di P. del Vaga; la cappella di Leone X con sculture rinascimentali; le sale di Clemente VII con opere di G. Romano, T. Gatti, L. Signorelli e altri; la loggia di Paolo III opera di R. da Montelupo; la loggia di Giulio II del Bramante; l’appartamento di Paolo III con la sala Paolina decorata da P. del Vaga, D. Beccafumi e altri; la sala dell’Adrianeo e la sala dei Festoni con alle pareti San Gerolamo di Lorenzo Lotto.


Catacombe di Domitilla

Luogo di sepoltura e di preghiera dei primi cristiani. Sono probabilmente le più vaste di Roma. Dette anche Catacombe dei Santi Nereo e Achilleo, le Catacombe di Domitilla, in via delle Sette Chiese, si sviluppano, da un sepolcro domestico appartenuto a Domitilla (nipote o moglie del console Flavio Clemente, fatto uccidere da Domiziano nel 95). I primi nuclei di queste catacombe, risalenti al III secolo, furono ampliati nel IV e V secolo. Appena scesa la scala si trova la basilica dei Santi Nereo e Achilleo eretta nel 390 sulla tomba dei Santi Nereo e Achilleo. Dopo il crollo dovuto al terremoto del 897 fu restaurata ed ora sono visibili le 3 navate divise da 4 colonne per lato. In fondo alla basilica si accede alle catacombe che si sviluppavano per chilometri attraverso una rete di gallerie sotterranee e in cui erano scavate numerose tombe. Per i primi due secoli, almeno sino al IV, esse servirono unicamente come luoghi di sepoltura, in cui veniva celebrato il culto dei morti con commemorazioni liturgiche. A partire dal VI secolo e sino a tutto il VII, le catacombe passarono invece al ruolo di santuari dedicati al culto dei martiri e alla loro commemorazione.


Domus Aurea

L’imperatore Nerone la fece costruire con l’obbiettivo di realizzare un’immensa residenza che doveva essere la più vasta e preziosa del mondo. Per le sue ricche decorazioni e per i suoi prestigiosi arredi acquisì il nome di Domus Aurea (Casa d’oro). E’ posta nel Colle Oppio in via della Domus Aurea. Chiusa al pubblico all’inizio degli anni ’80, la sfarzosa villa di Nerone, dal 25 giugno 1999 può essere nuovamente visitata ed apprezzata. Fu realizzata dopo il disastroso incendio del 64 d.C. I vasti ambienti sono adorni di stucchi e pitture, cui si ispirarono gli artisti del Rinascimento per quel particolare tipo di decorazione detto ‘grottesche’. Di grande effetto la ‘sala Ottagonale’ e quella ‘della Volta Dorata’. Attraverso un itinerario prestabilito di 32 stanze si possono ammirare il Ninfeo di Ulisse e Polifemo, la sala della Volta Dorata, la sala di Achille Asciro, il complesso della sala Ottagonale, la sala di Ettore e Andromaca.


Arco di Costantino

E’ il più importante degli archi trionfali romani. Innalzato per celebrare la vittoria dell’imperatore Costantino su Massenzio. Fu costruito nel 313 d.C. Si eleva poco distante dal Colosseo ove terminava la via Sacra. Segna il limite fra il Foro Romano e la zona del Colosseo. E’ il più grande dei tre archi trionfali di Roma è alto ben 25 metri. Fu costruito in un momento in cui Roma iniziava la sua decadenza a favore di Costantinopoli, per questo motivo la ricchezza della città si era molto ridimensionata e l’arco fu realizzato con marmi sottratti da antichi edifici e monumenti preesistenti. Nella sua composizione furono utilizzate anche statue e decorazioni originariamente poste altrove. I materiali furono adoperati in modo da creare effetti policromi. L’insieme di elementi diversi sia artisticamente che storicamente lo rendono altamente rappresentativo della architettura romana. Da notare infatti sulla parete che guarda al Colosseo, in alto, è rappresentato Marco Aurelio nelle sue lotte contro i Daci; sul lato opposto, episodi delle battaglie sostenute da Marco Aurelio e altre da Costantino.


Campidoglio

E’ uno degli spazi architettonici più interessanti di Roma. Tutto il complesso della piazza e degli edifici che la circondano fu realizzato su progetto di Michelangelo nel cinquecento. E’ situato sul colle Capitolino. Subì nel corso dei secoli vari rifacimenti fino ad assumere l’aspetto attuale che è quello conferitogli dal progetto michelangiolesco. Il Campidoglio è stato fin dall’antichità un luogo importante per la vita della città, prima come centro religioso e poi come luogo di potere quando vi si sistemò il senato di Roma. Oggi è sede del Comune. Si accede dalla scalinata di disegno michelangiolesco. In cima ad essa si trova la balaustra con le statue dei Dioscuri di epoca imperiale. Al centro della piazza di forma trapezoidale si trova la famosa statua di Marco Aurelio, sulla sinistra si trova il palazzo Nuovo sede del museo Capitolino sulla destra il palazzo dei Conservatori e di fronte dietro la statua il palazzo Senatorio. La scala di accesso a quest’ultimo, realizzata dallo stesso Michelangelo, è di particolare bellezza, così come la fontana con l’antica statua di Minerva seduta. In alto svetta la Torre del campidoglio del XVI secolo.


Colosseo

Stupendo complesso architettonico che non trova esempi nell’arte romana. Il suo vero nome è Anfiteatro Flavio. Fu costruito nel 72 d.C. da architetto sconosciuto. Il Colosseo sorge alla convergenza del colle Palatino, del colle Celio e del colle Oppio. La sua costruzione fu voluta dall’imperatore Vespasiano ma l’onore dell’inaugurazione spettò al figlio Tito nell’80 d.C. Nell’anfiteatro si svolgevano spettacoli gladiatori, combattimenti fra uomini e belve e vi furono suppliziati i primi cristiani. Successivamente il Colosseo rimase inutilizzato ciò provocò un rapido deterioramento. Un editto del papa Benedetto XIV lo consacrò alla memoria dei martiri cristiani, ponendo così fine alla sua lenta distruzione. Nel 1808 fu restaurato dal papa Pio VII. Il Colosseo si presenta composto di quattro piani di cui i primi tre sono traforati da 80 archi mentre il quarto è più alto dei primi e caratterizzato da una massa muraria più compatta con finestre. Gli archi sono separati con pilastri con semicolonne in stile dorico, ionico e corinzio. All’interno le gradinate avevano una capienza di circa 50.000 persone e in caso di cattivo tempo venivano coperte con un sistema di copertura composto di strisce di tela e manovrato da cento marinai. E’ il più grande anfiteatro del mondo romano.


Foro Romano

Simbolo dell’antichità era il nucleo della civiltà romana, il centro della vita politica giuridica e sociale dell’antica Roma. Vi si può giungere dal Campidoglio scendendo lungo il Palazzo dei Senatori o passando a fianco del monumento a Vittorio Emanuele II e prendendo via dei Fori Imperiali. Fu molto danneggiato dalle invasioni barbariche. Nel 1700 iniziarono gli scavi che riportarono alla luce notevoli tesori dell’arte romanica. A destra dell’ingresso principale si incontrano i resti della basilica Emilia eretta nel 179 a.C. Il lastricato dell’antica strada detta Argiletum la divide dalla Curia che era l’antica sede del senato romano. Poco dietro si erge il grande arco di Settimo Severio costruito nel 203 a tre arcate separate da bianche colonne e rimasto quasi intatto. Sulla destra lasciando l’arco alla spalle vi sono i Rostri cioè le tribune dalle quali parlavano gli oratori romani. Davanti ai Rostri si erge la colonna di Foca e il tempio di Vesta a pianta circolare dove ardeva perennemente il fuoco sacro simbolo della continuità della vita di Roma e la casa delle Vestali consacrate ad alimentare continuamente la fiamma. Lungo la via Sacra a sinistra si incontrano il tempio di Antonino e Faustina e la basilica di Massenzio. La via Sacra termina presso l’arco di Tito.


Fontana di Trevi

E’ la più famosa fontana di Roma, opera dell’architetto Salvi che la realizzò nel 1735 sotto il pontificato di Clemente XII. E’ considerata una delle più belle fontane del mondo. Il palazzo che fa da sfondo alla fontana è quello dei Duchi di Poli. Eretta nella piazza omonima non lontana da via del Corso, è probabilmente uno dei luoghi più affollati di visitatori di Roma. Migliaia di persone ogni giorno visitano l’opera per potere gettare nella vasca una moneta, che come da leggenda, garantisce al turista di tornare ancora a Roma nella sua vita. Il film “La dolce vita” di Federico Fellini ha contribuito ad arricchire la fama mondiale di questa fontana. La fontana di Trevi è divisa in tre nicchie da quattro colonne. Le sculture che la compongono narrano varie vicende allegoriche. Nella nicchia centrale si trova la statua di Oceano, rappresentato su un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli alati. Nelle nicchie laterali ci sono le statue dell’Abbondanza e della Salubrità. Nella grande vasca, simboleggiante il mare, fra le sculture si trovano figure di tritoni e di animali marini, mitologici e reali.


Basilica di San Pietro (Vaticano)

E’ la più grande chiesa del mondo dominata dall’imponente cupola michelangiolesca. Fu fondata nel 324 da Costantino. Nel 1506 iniziarono i lavori che, su progetto del Bramante, la trasformarono nell’attuale basilica. Posta nello Stato del Vaticano (stato indipendente in territorio italiano) domina Piazza San Pietro capolavoro architettonico del Bernini. Alla basilica centro spirituale della Cristianità lavorarono il Bramante, Raffaello, G. da Sangallo, Peruzzi, A. da Sangallo finché nel 1547 subentrò Michelangelo del quale rimane la parte absidale e la cupola la più grande opera in muratura mai realizzata.. In seguito il Maderno eresse la facciata e trasformò, per ordine del papa, la pianta della chiesa da croce greca a croce latina. Preceduta da una enorme scalinata, la facciata si presenta con colonne emergenti tra le quali si aprono finestre. La più grande, quella centrale, è la loggia delle benedizioni. L’atrio del Maderno è decorato con stucchi e mosaici, particolarmente interessante è il mosaico “La Navicella” di Giotto. Cinque porte bronzee introducono all’interno, una di queste, la porta santa, si apre solo in occasione dei Giubilei. La chiesa si presenta imponente e grandiosa. Al centro sotto la luminosa cupola ornata da mosaici, e sopra l’altare papale svetta il baldacchino bronzeo del Bernini. A destra è posta la statua bronzea di S.Pietro di A. di Cambio con il piede destro logorato dal bacio di milioni di fedeli. Nella navata di destra vi è la Pietà, gruppo marmoreo di Michelangelo. Nell’Abside è collocata la fastosa cattedra di S.Pietro opera bronzea del Bernini. E’ possibile visitare la cupola dalla quale si gode un eccezionale panorama di Roma.



Basilica di San Giovanni in Laterano

E’ la cattedrale di Roma, fondata da Costantino nel IV secolo. Fu più volte distrutta e ricostruita. La basilica attuale risale al XII secolo. Nel corso dei secoli numerosi pontefici vi aggiunsero ambienti, decorazioni e opere d’arte. Una ristrutturazione interna fu curata dal Borromini per conto di Innocenzo X in occasione del Giubileo del 1650. La sua imponente facciata in travertino che domina piazza di Porta San Giovanni fu costruita da Alessandro Galilei celebre architetto nel 1735. Pio IX e Leone XIII fecero eseguire da Virginio Vespignani lavori di ricostruzione e di restauro nel presbiterio e nell’abside. In alto sulla balaustra si ergono 15 statue di santi, dalle gigantesche proporzioni (7 m), con al centro quella del Redentore. Nel portico di sinistra si può ammirare la Statua di Costantino proveniente dalle Terme Imperiali del Quirinale. La grande porta centrale di accesso alla basilica presenta preziosi battenti in bronzo. L’ultima porta a destra è la Porta Santa che, come a San Pietro, è aperta solo negli anni giubilari. L’interno, a croce latina a cinque navate, è ampio e solenne lungo ben 130 metri. Colpisce particolarmente il sontuoso soffitto dorato e il bel pavimento di tipo cosmatesco. Nel fondo della grandissima navata centrale, sotto il grande arco trionfale, emerge l’altare papale, con l’imponente ed elegante tabernacolo risalente alla seconda metà del trecento, nel quale si trovano affreschi attribuiti a Barna da Siena. In esso sono custodite, in preziosi contenitori d’argento, le reliquie delle teste di San Pietro e Paolo. Del grande complesso di statue, monumenti e decorazioni, si ricorda (dietro il primo pilastro di destra della navata intermedia) il sia pur rimaneggiato frammento del celebre affresco di Giotto con la raffigurazione di Bonifacio VIII che indice il Giubileo del 1300.


Basilica di San Paolo fuori le mura

E’ la seconda basilica per dimensioni dopo San Pietro, quindi con i suoi 132 metri di lunghezza, 65 di larghezza e 30 di altezza è una delle più grandi chiese del mondo. Sorge sulla via Ostiense, fu eretta da Costantino sulla tomba dell’apostolo Paolo, ma venne riedificata in assai più ampie dimensioni da Valentiniano II nel 386 e da Onorio nel 395. Nel corso della sua storia ebbe rifacimenti bizantini, rinascimentali e barocchi che purtroppo sono andati perduti dopo l’incendio del 1823. Risparmiato dalle fiamme, oggi, è ancora visibile l’arco trionfale risalente all’epoca di san Leone Magno (V sec.) e raffigurante Cristo tra due angeli cui si accompagnano, sul lato posteriore, i mosaici creati nel XIII secolo da Pietro Cavallini per la facciata della basilica. Oggi la basilica appare nel suo rifacimento moderno, con un vasto quadriportico con al centro la statua di San Paolo, che introduce alle cinque navate della basilica. La navata centrale, di aspetto ottocentesco, è divisa da ottanta enormi colonne di granito e presenta un soffitto a lacunari e un ornamento in mosaico, che corre anche nelle navate laterali, coi ritratti dei pontefici da San Pietro sino ai nostri giorni. A destra del portale maggiore si apre la Porta Santa, chiusa da battenti in bronzo risalenti all’XI secolo decorati con scene del Nuovo e Vecchio Testamento, che viene aperta solo in occasione del giubileo. Tra le quattro cappelle che fiancheggiano l’abside la più importante è la cappella del Santissimo, decorata da Carlo Maderno. Interessante, infine, è il chiostro (inizio del XIII secolo) opera in parte dei Vassalletto, dalla struttura simile a quella della Basilica di San Giovanni in Laterano anche se di dimensioni ridotte.


Basilica di Santa Maria Maggiore

La basilica fu eretta nel IV secolo ma ha subito nel corso degli anni numerosi interventi e rifacimenti. L’edificio presenta così diversi stili architettonici, attuati nella sua storia secolare. Sorge nell’omonima piazza e la sua edificazione è legata ad un sogno che papa Liberio ebbe la notte del 5 agosto del 356: la Vergine lo invitava a costruire una chiesa sul luogo dove la mattina seguente avrebbe trovato la neve. Il miracolo si avverò e il giorno dopo sul luogo dove si trova oggi la basilica, nevicò. Il campanile costruito nel 1375-76 in stile romanico è il più alto di Roma (circa 75 m). L’interno, unico tra quelli delle basiliche patriarcali, ha conservato un aspetto abbastanza vicino a quello originale. Con i suoi 86 m di lunghezza è grandioso ed è diviso in tre navate da una serie di colonne monolitiche sovrastate da capitelli ionici, che reggono direttamente la trabeazione ornata da un fregio in mosaico del V secolo. Il soffitto a cassettoni, attribuito a Giuliano da Sangallo, è adornato con l’emblema del toro di Alessandro VI. Il pavimento cosmatesco è databile alla metà del XII secolo. All’interno è possibile trovare pregevoli opere d’arte di molti maestri italiani tra cui quelle di D. Fontana che realizzò la cappella Sistina per conto di Sisto V.


Ara Pacis

L’Altare della pace è uno dei monumenti più importanti dell’antica Roma. Fu costruito nel 13 a.C. a commemorare le vittorie di Augusto riportate in Spagna e in Gallia. In origine era stato eretto in prossimità della odierna via del Corso. Nel 1938, in occasione delle celebrazioni per il bimillenario di Augusto l’altare fu ricostruito da G. Moretti in piazza Augusto. I frammenti originali furono integrati con copie dei mancanti. E’ un recinto quadrato con l’altare al centro. Tutte le superfici sono decorate con fregi e rilievi scolpiti su marmo da artisti greci.


Mercati Traianei

Considerati nell’antichità una delle meraviglie del mondo classico, oggi mostrano solo una piccola parte del loro splendore. Il grande complesso di 150 locali fu progettato nel II secolo d.C. da Apollodoro di Damasco per Traiano. Il complesso è posto fra il Foro di Traiano e le pendici del Colle Quirinale, assolve alla duplice funzione di sostenere e nascondere il taglio della colle e di creare una serie di ambienti adibiti a botteghe. Verso via Nazionale si trova la grande sala che costituisce il centro di tutto il complesso. All’interno dell’area archeologica si visita il Museo Palatino. La facciata dei Mercati Traianei è costituita da un grande emiciclo in mattoni a due piani ed è sovrastata dalla torre delle milizie, costruita nel XIII secolo a scopi difensivi. Hai suoi lati sono poste due grandi sale semicircolari ricoperte da una mezza cupola, probabilmente utilizzate come auditori. La parte più importante dei Mercati è la Sala, edificio coperto attraverso sei volte a crociera con dodici botteghe su due piani. I Mercati Traianei possono essere considerati il primo centro commerciale coperto della storia.


Colonna Traiana

Monumento sepolcrale capolavoro della scultura di tutti i tempi. Eretta per immortalare le imprese di Traiano. E’ alta 42 metri. Fu costruita nel II secolo d.C. E’ posta nel complesso del Foro Traiano progettato dal famoso architetto Apollodoro di Damasco. Nel basamento, nella camera sepolcrale, furono riposte in un’urna d’oro le ceneri dell’imperatore ma la preziosa camera sepolcrale non riuscì a resistere ai saccheggi medioevali. Nel basamento sono raffigurate le armi dei Daci. Lungo tutta la colonna con andamento a spirale, per circa 200 metri, salgono fregi a bassorilievo che raccontano scene di guerra e della vita di Traiano. Sulla sommità si trova dal XVI secolo una statua di San Pietro che ha sostituito quella di Traiano andata perduta. Una porticina d’ingresso permette di accedere oltre che alla tomba dell’imperatore anche alla sommità della colonna, tramite una scala a chiocciola ancora praticabile.


Monumento a Vittorio Emanuele II (Altare della Patria)

Grandioso monumento edificato nel 1885 su progetto dell’architetto G. Sacconi per celebrare il cinquantenario del Regno d’Italia. Detto anche Vittoriano sorge in piazza Venezia. Fu eretto in calcare bianco nel 1885 e inaugurato nel 1911 ma per l’effettivo completamento occorsero ancora una ventina di anni. Simbolo dell’unità d’Italia dal 1921 è anche considerato l’altare della Patria. Due sentinelle d’onore continuamente vigilano la tomba del “Milite Ignoto” si tratta di una salma di un soldato sconosciuto selezionata tra quelle dei caduti della Prima Guerra Mondiale scelta proprio in rappresentanza di tutti i soldati che non hanno potuto avere una tomba con il loro nome. Colei che scelse la salma fu Maria Bergamas, madre del volontario irredento Antonio Bergamas che aveva disertato dall’esercito austriaco per unirsi a quello italiano ed era caduto in combattimento senza che il suo corpo fosse ritrovato. La salma venne posta nel monumento il 4 Novembre 1921. Una enorme scalinata, fiancheggiata da leoni alati e da due Vittorie bronzee, porta all’altare della Patria. L’altare della Patria presenta altorilievi di Angelo Zanelli con al centro la statua di Roma. In mezzo al monumento vi è la gigantesca statua equestre di Vittorio Emanuele II realizzata in bronzo da Enrico Chiaradia. Alle spalle il monumento si completa con il grandioso portico con colonne alte 15 metri e le due colossali quadrighe bronzee con Vittorie alate realizzate da Carlo Fontana e Paolo Bartolini.


Palazzo del Quirinale

Di notevole grandiosità fu sede pontificia, poi divenne residenza ufficiale dei reali d’Italia, e infine del Presidente della Repubblica. Fu costruito in piazza del Quirinale verso il 1584 per volere di papa Gregorio XIII. Prima che il palazzo assumesse l’aspetto attuale vi lavorarono molti grandi architetti fra cui Domenico Fontana che disegnò la facciata, Carlo Maderno la grande cappella, Flaminio Ponzio, Gian Lorenzo Bernini e Alessandro Fuga. L’edificio fu definitivamente compiuto nel XVIII secolo, sotto il pontificato di papa Clemente XII Corsini. E’ di notevole grandiosità, ma non presenta una struttura architettonica di eccezionale valore nonostante gli interventi di grandi artisti. La facciata presenta, come elemento decorativo di un certo interesse, il bel portale (1615) di Carlo Maderno sovrastato dalla Loggia delle Benedizioni (1638), opera del Bernini. Nell’interno si apre un ampio cortile in fondo al quale si eleva l’alta torre dell’orologio. Gli ampi, numerosissimi ambienti interni sono decorati con notevoli affreschi di vari autori. Interessante, in particolare, è la cappella dell’Annunciata con affreschi di Guido Reni. Magnifico è il giardino dei primi del Settecento con la singolare fontana dell’Organo. Dopo il 1870 il palazzo divenne residenza ufficiale dei reali d’Italia, e poi nel 1947 del Presidente della Repubblica. Per ragioni di sicurezza il palazzo e i giardini sono chiusi al pubblico.


Pantheon

Grandioso monumento considerato un capolavoro dell’architettura romana. E’ uno dei monumenti antichi meglio conservati del mondo. Fu fatto costruire dal console Agrippa nel 27 a.C. Sorge in piazza della Rotonda vicino piazza Minerva. Così chiamato perché era un tempio dedicato a più divinità. Fu restaurato da Domiziano ed è giunto a noi quasi integro nella ricostruzione eseguita da Adriano nel 130 d.C. Nel 609 il tempio fu donato dall’imperatore Foca a papa Bonifacio IV e fu trasformato in chiesa, cosa che favorì la sua ottima conservazione fino ai giorni nostri. Quasi tutto quello che vi si può ammirare risale ad epoca romana, persino la cupola alta 43,4 m e la massiccia porta di bronzo. Il porticato è decorato all’interno da pregiati marmi policromi e presenta nella facciata 16 colonne monolitiche di granito che sono alte ben 14 m. L’interno presenta una pianta circolare caratterizzato dalla maestosità della cupola a cassettoni. L’unica apertura è al centro della cupola e crea un effetto luminoso che esalta la grandiosità e l’armonia del monumento. Nelle cappelle dell’interno si trovano distribuite numerose opere d’arte ed inoltre vi sono le tombe dei reali d’Italia, di Baldassarre Peruzzi e di Taddeo Zuccari e, in special modo, il sepolcro di Raffaello.


Piazza del Popolo

Ideata dal Valadier all’inizio dell ‘800, è considerata come una delle migliori opere urbanistiche della città. Punto di confluenza delle tre importanti strade di via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta. E’ caratterizzata dalla Porta del Popolo del Bernini, che fu il più importante ingresso a Roma per i viaggiatori provenienti da nord attraverso la via consolare Flaminia. Al centro della piazza è posizionato il secondo più grande obelisco di Roma l’Obelisco Egizio opera del 1200 a.C. Alle pendici della terrazza del Pincio, da dove si gode uno dei migliori panorami di Roma, si innalza la chiesa di Santa Maria del Popolo, costruita in epoca medievale ma rifatta più volte fino ad essere completamente restaurata nel Rinascimento. Al suo interno si possono trovare opere del Pinturicchio e del Caravaggio. La seconda navata di sinistra ospita la Cappella Chigi disegnata da Raffaello nel Rinascimento. Ancora sulla piazza si affacciano due chiese esternamente molto simili, Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, realizzate nel XVI secolo dal Bernini.


Piazza di Spagna

Uno dei luoghi più conosciuti e suggestivi di Roma e’ caratterizzata dalla grande scalinata di Trinità dei Monti. Da piazza di Spagna si snodano le strade più conosciute e più eleganti di Roma. Via Condotti famosa in tutto il mondo per la presenza di numerose boutique di moda italiana come ad esempio Armani, Versace e Valentino. Via Frattina elegante e frequentatissima. Via del Babuino ricca di palazzi del XVII e XVIII secolo e centro di antiquariato romano. Via Margutta parallela a via del Babuino è la strada dei pittori. La grande scalinata di Trinità dei Monti fu costruita in travertino nel 1724 su progetto di F. De Sanctis. Al centro della piazza in fondo alla scalinata si trova l’elegante Fontana della Barcaccia opera di Pietro Bernini. In cima alla scalinata è visibile dietro un obelisco egizio la chiesa di Santa Trinità dei Monti del 1495 con facciata del Maderno. Da Piazza di Spagna è possibile raggiungere, salendo la scalinata, la terrazza del Pincio, da dove è possibile godere di uno dei più splendidi panorami sulla città.


Piazza Navona

E’ una delle piazze più belle e famose, dove è possibile ammirare capolavori di maestri come Bernini, Borromini e G. della Porta, che furono tra i più importanti esponenti dell’arte barocca. E’ uno dei luoghi più frequentati di Roma, sia dai turisti che dai romani stessi, è un punto di ritrovo che accoglie migliaia di persone fino alle ore più tarde della notte, offrendo, nei dintorni, locali e ristoranti di ogni genere. La forma ellittica della piazza ricorda quella di uno stadio ed in effetti sorge sull’antico Stadio di Domiziano.Nella piazza si trovano tre magnifiche fontane. Quella centrale, la Fontana dei Fiumi opera del Bernini con le statue allegoriche dei quattro fiumi principali del mondo. Quelle laterali sono la Fontana del Moro disegnata dal Bernini e la Fontana del Nettuno progettata da Giacomo della Porta.. Al centro della piazza, di fronte alla fontana berniniana, si affaccia la Chiesa di Santa Agnese in Agone, opera del Borromini, che con la sua facciata concava, rappresenta un magnifico esemplare di edificio barocco. All’interno della chiesa sono visibili nei sotterranei i resti della chiesa primitiva e dello Stadio di Domiziano.


Chiesa di San Luigi dei Francesi

In questa chiesa, costruita nel 1589 da Domenico Fontana su disegno di Giacomo Della Porta, sono custoditi molti capolavori fra i quali le famose opere del Caravaggio Martirio di San Matteo, Vocazione di San Matteo e San Matteo e l’angelo. La chiesa Nazionale Francese, fondata nel 1518 venne completata solo nel 1589. Si affaccia sull’omonima piazza. La grandiosa facciata in travertino, con balcone centrale, ha due ordini di paraste, tuscaniche e corinzie, con nicchie e statue di Pierre l’Estache. L’interno, è a tre navate divise da pilastri ionici. E’ famosa perché ospita le tombe di molte personalità francesi e importanti capolavori. Da segnalare gli affreschi della seconda cappella a destra raffiguranti storie di Santa Cecilia considerati tra le opere più importanti del Domenichino, e sull’altare l’Assunzione di Francesco Bassano. Ma le opere più famose sono conservate nella cappella di San Matteo, ove si trovano alla parete destra il Martirio di San Matteo, a quella sinistra Vocazione di San Matteo, e all’altare San Matteo e l’Angelo, capolavori di Caravaggio.


Chiesa di Santa Francesca Romana

Santa Francesca Romana fu una monaca benedettina, vissuta tra il 1384 e il 1440, che fondò il monastero di Tor de’ Specchi.
La prima realizzazione della chiesa oggi dedicatale risale al IX secolo, quando venne edificata sopra un oratorio voluto da Paolo I. Nella seconda metà del X secolo, in occasione di un ampliamento, prese il nome di S. Maria Nova per distinguersi dalla chiesa di S. Maria Antiqua già presente nell’area del Foro Romano. Nel XII secolo furono restaurati il campanile e la decorazione dell’abside e infine, nel XV, fu dedicata a S. Francesca Romana.
Nel 1600, durante il pontificato di Paolo V, la chiesa fu rinnovata in stile barocco; la facciata in travertino è opera di Carlo Lombardi (1615) e rivela influssi del Palladio: nella parte centrale due paraste corinzie giganti poggiano su alti plinti con finestra balcone e timpano decorato da statue.

Il campanile romanico del XII secolo a cinque ordini, invece, attira lo sguardo proprio perché conserva il suo aspetto più antico e “allegro”, svettando sopra le mura che chiudono i Fori imperiali.

La pianta della chiesa è a navata unica con cappelle laterali e soffitto ligneo a cassettoni intagliati e dorati realizzato su disegno del Lombardi.
Vi si possono ammirare alcune opere quali “Dottori della Chiesa” -della scuola di Melozzo da Forlì (nella prima cappella a destra, nella volta), il gruppo scultoreo della “Confessione” -situato in fondo alla navata ed eseguito su disegno del Bernini (1644-49), la statua di S. Francesca Romana (sotto l’edicola) e l’Angelo di Giosuè Meli (idem), il “Martirio di S.Nemesio e compagni” (ai lati del transetto) di Domenico Maria Canuti, e nel catino absidale la “Madonna con Bambino e santi” -mosaico della seconda metà del XII secolo. Ancora, nella prima cappella a sinistra: la “Natività” di Carlo Maratta e “Il Beato Tolomei e il Diavolo” attribuito al Canuti; nella sagrestia si trovano i dipinti “Madonna in trono fra i Ss. Benedetto e Francesca Romana” di Girolamo da Cremona e “Madonna in trono e santi” di Sinibaldo Ibi, “Paolo III e il cardinal Reginald Pole”, presumibilmente di Perin del Vaga o del Sermoneta.


Basilica di Santa Maria in Trastevere

E’ la più antica basilica di Roma, infatti fu edificata nel 222 d.C. da papa San Callisto. Successivamente fu ricostruita nel XII secolo da Innocenzo II. Si affaccia sulla piazza cui dà il nome, cuore di uno dei rioni più caratteristici della città, punto di riferimento della frenetica vita notturna trasteverina. Nel 1450 fu restaurata per ordine Nicola V dall’architetto Bernardino Rossellini e nel 1702 Clemente XI vi aggiunse il portico su progetto di Carlo Fonta. Interessanti sono la facciata, decorata da uno splendido mosaico raffigurante la Madonna in trono, e il portico eretto da Carlo Fontana nel settecento per Papa Clemente XI. Il portico è sovrastato da una balaustra con quattro statue di pontefici. A lato si eleva il bel campanile romanico del XII secolo. L’interno è a tre navate divise da 22 colonne antiche di granito provenienti da monumenti pagani. Interessanti sono il bel pavimento cosmatesco e il soffitto a lacunari dipinto su disegni del Domenichino. Tra le finestre è possibile ammirare gli splendidi mosaici del Cavallini, di alta qualità artistica, raffiguranti la vita della Madonna.


Basilica di San Pietro in Vincoli

Ha un’origine antichissima ma l’aspetto attuale è da farsi risalire agli ultimi anni del 400. Vi si può ammirare il Mosè di Michelangelo opera d’arte di incomparabile espressività e bellezza. Sorge nella piazza omonima in vicinanza della moderna Facoltà di Ingegneria. La basilica risale all’era imperiale fu fatta costruire da Eudossia, moglie dell’imperatore Valentiniano III per questo è detta anche Basilica Eudossiana. L’interno della basilica è caratterizzato da un doppio colonnato dorico. In fondo alla navata laterale destra è collocato il Mausoleo di Giulio II, opera di Michelangelo,con al centro la figura seduta di Mosè capolavoro del Rinascimento. La facciata è preceduta da un portico a cinque arcate su pilastri ottagonali in pietra.


Terme di Caracalla

Dette anche Antoniane furono edificate tra il 212 d. C. e il 217 d. C. dall’Imperatore Caracalla. Sono situate nella via omonima poco distante dall’inizio della celeberrima via Appia Antica, strada interessante dal punto di vista archeologico e artistico. In uso ancora nel VI secolo decaddero dopo l’invasione dei Goti del 537 che distrussero l’acquedotto di alimentazione. Potevano ospitare contemporaneamente 1700 persone in grandi bagni di acque calde, tiepide e fredde. Il complesso termale era ornato da statue, volte splendidamente affrescate e marmi pregiati. Agli ambienti raffinatissimi e alle piscine facevano da contorno biblioteche, palestre e giardini che rendevano il luogo piacevole e distensivo. Grandiose e importanti nell’antichità, ancora oggi si rimane colpiti dai resti di quello antico splendore.


Tomba di Cecilia Metella

E’ il più noto e meglio conservato mausoleo della via Appia. Conservato praticamente intatto con l’aggiunta delle merlature dovute alla sopraelevazione del 1302 operata dai Caetani, i quali fecero del mausoleo il maschio del castello medievale adiacente. Fu eretta intorno al 50 a.C. per Cecilia Metella, figlia del console Quinto Metello Cretico e moglie del primogenito di Crasso, membro assieme a Cesare e Pompeo del primo triumvirato e generale di Cesare in Gallia. Il sepolcro è a due ordini: l’inferiore, quadrato, ha perduto quasi completamente il rivestimento in travertino; l’altro, rotondo alto 11 metri per un diametro di quasi 30 metri, reca l’iscrizione con il nome della defunta. La cella sepolcrale occupa ambedue gli ordini, è a forme circolare e presenta una copertura conica.


Via Appia Antica

Chiamata dai Romani Regina Viarum, regina delle strade, la Via Appia Antica è la più famosa tra le strade consolari romane. La fece tracciare il censore Appio Claudio nel 312 a.C., probabilmente su una strada ancora precedente che portava ai Colli Albani, mentre fu lastricata nel 258 avanti Cristo. Partendo da Porta San Sebastiano, si sviluppa lungo 9 chilometri, fra pini marittimi e campi coltivati. Molti sono i resti degli edifici che accompagnano il percorso di questa strada, rendendola unica per fascino e interesse. Oltre ai monumenti funerari pagani, i lati della via Appia ospitano i primi cimiteri cristiani, gallerie sotterranee a più livelli e mausolei, talora anche di grandezza monumentali, come nel caso della Tomba di Cecilia Metella, celebre monumento funebre, risalente agli ultimi decenni dell’età repubblicana.


Villa Farnesina

Uno dei più completi esempi di architettura civile del Rinascimento. L’idea di armoniosità e proporzione trova in questo edificio e nelle decorazioni che lo arricchiscono piena realizzazione. E’ posta di fronte a Palazzo Corsini, in via della Lungara. Venne costruita dal 1506 al 1510 per volontà del banchiere senese Agostino Chigi. Alla morte del banchiere, iniziò per la villa un periodo di decadenza, durante il quale essa fu privata delle opere d’arte che custodiva. Nel 1577 la villa fu acquistata dal cardinale Alessandro Farnese. Da allora è nota come Villa Farnesina. E’ formata da un blocco centrale con loggia a cinque arcate e da due avamposti laterali. Il disegno semplice dell’edificio ben si armonizza con il giardino circostante. Dall’atrio ottocentesco si giunge direttamente nella Loggia di Psiche, mirabilmente affrescata nel 1517 da allievi di Raffaello. Dalla loggia si può accedere direttamente alla sala della Galatea con soffitto decorato da Peruzzi nel 1511. L’affresco più importante della sala è la celebre opera di Raffaello “Galatea”. Al piano superiore della villa, vi è lo splendido salone delle Prospettive, affrescato dal Peruzzi e dalla sua bottega nel 1518. Ospita il Gabinetto delle Stampe, raccolta di stampe rare, fondato nel 1895 per conservare le stampe e i disegni dei Corsini.


Campo de’ Fiori

La tradizione vuole che il nome venga da Flora, amata da Pompeo, ma probabilmente esso deriva dal fatto che alla fine del ‘300 la piazza fu abbandonata per breve tempo e si trasformò in prato. Dal 1869 è sede di un animato mercato. Al centro si erge il monumento a Giordano Bruno, che nel febbraio del 1600 fu qui bruciato vivo come eretico.


Piramide Cestia

Mausuleo funerario dedicato a Caio Cestio Epulone, morto nel 12 a.C., membro del Collegio dei Septemviri epulones incaricati di organizzare i banchetti pubblici in onore degli dei. Nonostante le sue imponenti misure (base di quasi 30 metri per lato e altezza di 36 metri) la Piramide fu innalzata in 330 giorni, come ricorda l’iscrizione posta su una delle facciate.


PTeatro di Marcello

Iniziato da Cesare e dedicato in seguito da Augusto alla memoria del nipote e genero Marcello. Fu uno dei più grandi teatri della Roma antica: poteva contenere circa 15.000 spettatori. Fu utilizzato come cava per materiale edilizio, in seguito come fortezza medievale, appartenente alla famiglia Pierleoni, poi trasformata dall’architetto Peruzzi, per conto della famiglia nobiliare dei Savelli, in un sontuoso palazzo rinascimentale.


Circo Massimo

Bacino di circa 600 metri di lunghezza, quasi del tutto interrato. Fu luogo di gare. Venne realizzato nel periodo dei re etruschi (presumibilmente Tarquinio Prisco). La struttura in muratura fu arricchita di un palco imperiale da Augusto, ricostruita da Traiano, ampliata da Caracalla e restaurata da Costantino. Durante il regno di quest’ ultimo, il Circo poteva contenere più di 200.000 spettatori. Oggi ne resta solo il disegno (l’area da esso occupata è oggi adibita a giardino).


Quanto sopra esposto sono i monumenti principali di Roma e sono una piccola parte del patrimonio artistico/architettonico di questa magica città, Vi auguro di scoprire il resto di persona.