{"id":618,"date":"2023-02-21T01:09:19","date_gmt":"2023-02-21T00:09:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iz0aex.it\/?page_id=618"},"modified":"2025-11-16T19:34:52","modified_gmt":"2025-11-16T18:34:52","slug":"radio-inventori","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.iz0aex.it\/?page_id=618","title":{"rendered":"Radio Inventori"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Un richiamo doveroso alla memoria agli inventori legati al radiantismo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/GM.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-626\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/GM.jpg 500w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/GM-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>GUGLIELMO MARCONI<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Bologna, 25 aprile 1874 \u2014 Roma, 19 luglio 1937)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei pi\u00f9 grandi inventori di tutti i tempi. L\u2019infanzia di Marconi si svolse tra Villa Griffone (Pontecchio), Firenze e Livorno. A tre anni and\u00f2 in Inghilterra con la madre, Annie Jameson, e l\u00e0 rimase per tre anni. La formazione scolastica di Guglielmo Marconi fu alquanto frammentaria, discontinua e caratterizzata da insuccessi e fallimenti, dopo aver frequentato l\u2019Istituto tecnico a Livorno, non riusc\u00ec a superare n\u00e9 l\u2019esame di ammissione all\u2019Accademia navale, n\u00e9 quello all\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea di realizzare la telegrafia senza fili risale all\u2019estate del 1894, quando lesse su una rivista di elettrotecnica la descrizione particolareggiata delle esperienze di Heinrich Hertz sulle onde elettromagnetiche. Marconi ne parl\u00f2 con Augusto Righi, professore di fisica e suo vicino di casa, e, nonostante le perplessit\u00e0 di quest\u2019ultimo, durante l\u2019autunno e l\u2019inverno si dedic\u00f2 intensamente allo studio e agli esperimenti, nel laboratorio ricavato nella stanza dei bachi di Villa Griffone. Ripet\u00e9 gli esperimenti di Hertz, pass\u00f2 all\u2019impiego del coherer, che modific\u00f2 migliorandolo, e mont\u00f2 infine un\u2019antenna esterna, trasmettendo segnali prima all\u2019interno del laboratorio e successivamente fra questo e il prato vicino, arrivando a coprire nell\u2019agosto 1895 la distanza di 2400 metri. Alla fine dello stesso mese, finalmente, realizz\u00f2 la prima trasmissione al di l\u00e0 di un ostacolo, trasmettendo la lettera \u201cS\u201d dal laboratorio di Villa Griffone oltre la collina dei Celestini, posta di fronte a casa, dove si erano posizionati il fratello Alfonso e l\u2019aiutante Antonio Marchi. \u00c8 questa la trasmissione del famoso \u201ccolpo di fucile\u201d. Marconi aveva poco pi\u00f9 di ventuno anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi anni:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">12 febbraio 1896 \u2014&nbsp;Marconi parte per Londra, dietro suggerimento della madre, per depositare un brevetto che protegga la sua invenzione e reperire i capitali per il suo sviluppo. Aveva ottenuto il passaporto solo due giorni prima. Il suo domicilio londinese \u00e8 in Hereford Road, al numero 71.<br>5 marzo 1896&nbsp;\u2014&nbsp;Marconi presenta a Londra la prima richiesta provvisoria di brevetto, col numero 5028 e col titolo \u201cMiglioramenti nella telegrafia e relativi apparati\u201d.<br>19 marzo 1896&nbsp;\u2014&nbsp;Riceve dall\u2019Ufficio Brevetti conferma dell\u2019accettazione della prima domanda.<br>2 giugno 1896&nbsp;\u2014 Marconi deposita all\u2019Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, con il titolo \u201cPerfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi\u201d. Nel farlo rinuncia a tre mesi di priorit\u00e0 sull\u2019invenzione.<br>27 luglio 1896&nbsp;\u2014 Primo esperimento ufficiale di fronte a William H. Preece, ingegnere capo al Ministero delle Poste, con una trasmissione tra il Ministero delle Poste e la Saving Bank in Queen Victoria Street, posta alla distanza di poco pi\u00f9 di un chilometro, dove si trovava un apparecchio Morse stampante.<br>2 marzo 1897 \u2014 Nell\u2019ultimo giorno utile, come suggeritogli, Marconi presenta la descrizione definitiva e dettagliata del suo brevetto.<br>2 luglio 1897 \u2014 Marconi riceve il brevetto n. 12039 sulla sua invenzione.<br>20 luglio 1897&nbsp;\u2014 Si costituisce a Londra&nbsp;The Wireless Telegraph and Signal Co. Ltd, con capitale sociale di 100.000 sterline in azioni da una sterlina, sotto le direzioni di Guglielmo Marconi e del cugino Henry Jameson-Davis. Marconi riceve 60.000 azioni e 15.000 sterline in cambio dei diritti esclusivi su tutti i suoi brevetti.<br>Maggio 1898&nbsp;\u2014 Marconi richiede il brevetto per i primi circuiti sintonizzati, che consentiranno pi\u00f9 trasmissioni contemporanee senza interferenze.<br>3 giugno 1898&nbsp;\u2014 Inizia il primo servizio pubblico radiotelegrafico, con la trasmissione del primo marconigramma a pagamento fra Boumemounth e l\u2019isola di Wright, distanti 26 chilometri.<br>Luglio 1898&nbsp;\u2014 A bordo di un piroscafo, Marconi, trasmette telegraficamente le fasi delle regate del Royal Yachting Club al&nbsp;Daily Express&nbsp;di Dublino, che pu\u00f2 uscire con i risultati gara prima che le imbarcazioni tornino in porto. \u00c8 la prima radiocronaca sportiva.<br>27 marzo 1899&nbsp;\u2014 Primo collegamento radio attraverso la Manica, fra due stazioni di fortuna, impiantate a South Foreland, nei pressi di Dover, e Vimereux, nei pressi di Boulogne-sur-Mer. Le due stazioni distano fra loro quasi 60 chilometri.<br>Luglio 1899&nbsp;\u2014 Trasmissioni fra due navi da guerra della Marina britannica poste a circa 140 chilometri di distanza.<br>Settembre 1899&nbsp;\u2014 Marconi, su invito del Dipartimento navale degli Stati Uniti, si reca a New York per radiotelegrafare le regate della&nbsp;Coppa America.<br>26 aprile 1900&nbsp;\u2014 Marconi ottiene il brevetto n. 7777 per la sua invenzione relativa alla sintonia.<br>1901&nbsp;\u2014 Si iniziano a costruire gli impianti a Poldhu (Cornovaglia) e a St. John\u2019s, nei pressi di Cape Cod (Terranova \u2013 Canada), per tentare di trasmettere segnali attraverso l\u2019Atlantico.<br>9 Dicembre 1901&nbsp;\u2014 Marconi giunge nell\u2019Isola di Terranova, da dove ordina a Poldhu di trasmettere per 3 ore al giorno il segnale \u201cS\u201d del codice Morse.<br>12 dicembre 1901&nbsp;\u2014 La stazione di St. John\u2019s riceve i tre punti della lettera \u201cS\u201d trasmessi dalla stazione di Poldhu. Si ha cos\u00ec la conferma che le onde elettromagnetiche non sono arrestate dalla curvatura terrestre. \u00c8 la prima trasmissione transatlantica. Le critiche all\u2019attendibilit\u00e0 della trasmissione del 12 dicembre sono demolite durante il viaggio di ritorno in Inghilterra con il piroscafo&nbsp;Philadelphia, all\u2019inizio dell\u2019anno successivo. Un ricevitore Morse registra su nastro i segnali ricevuti regolarmente da Poldhu in presenza del comandante o del primo ufficiale, che firmano il nastro e prendono nota della posizione della nave. Messaggi completi in forma leggibile sono ricevuti fino a una distanza di 1550 miglia; la sola lettera \u201cS\u201d \u00e8 tracciata oltre le 2000 miglia.<br>25 giugno 1902 \u2014 Marconi riceve il brevetto n. 10245 sul Detector Magnetico.<br>Dicembre 1902&nbsp;\u2014 Primi contatti diretti tra la stazione di Glace Bay (Nuova Scozia, Canada), e quella di Poldhu.<br>18 gennaio 1903&nbsp;\u2014 Inaugurazione a Cape Cod della prima stazione a grande potenza degli Stati Uniti. Primo messaggio radio fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, diretto dal presidente Theodore Roosevelt al re Edoardo VII.<br>25 gennaio 1909&nbsp;\u2014 Il piroscafo per passeggeri&nbsp;Republic, della White Star Line, \u00e8 investito a causa della nebbia ed affonda in poche ore. Circa 1700 persone si salvano grazie al telegrafo Marconi. L\u2019avvenimento suscita grande emozione.<br>1 dicembre 1909&nbsp;\u2014 Marconi ottiene il premio Nobel per la fisica assieme al professore Braun della Telefunken.<br>15 aprile 1912&nbsp;\u2014 Affonda il&nbsp;Titanic. Per la prima volta \u00e8 usato il segnale di soccorso SOS. Marconi, che si trova a New York, si reca a bordo della nave che ha raccolto i superstiti per incontrare il radiotelegrafista.<br>17 marzo 1914&nbsp;\u2014 Marconi vince una causa civile a New York sulla priorit\u00e0 dell\u2019invenzione.<br>30 dicembre 1914&nbsp;\u2014 Marconi \u00e8 nominato Senatore del Regno d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Guerra:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1915&nbsp;\u2014 Marconi si arruola volontario come ufficiale di complemento nell\u2019Esercito italiano; l\u2019anno successivo divent\u00f2 ufficiale di vascello di complemento. Nel settembre dello stesso anno fu montata su un biplano militare biposto la prima apparecchiatura Marconi.<br>Marzo 1916&nbsp;\u2014 Durante il ricovero nell\u2019ospedale militare di Genova, Solari e Marconi fanno il primo esperimento sulle onde cortissime nel corridoio dell\u2019ospedale. A partire dalla primavera del 1917 agli incarichi di tipo tecnico si affiancarono delicati incarichi politici e finanziari per conto del governo, che diventarono predominanti dall\u2019inizio del 1918.<br>Il suo impegno politico si concluse con la nomina, da parte del governo italiano, di delegato plenipotenziario alla Conferenza della Pace di Parigi del 1919, che fu per lui un\u2019esperienza deludente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ritorno alla ricerca scientifica:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Febbraio 1919&nbsp;\u2014 \u00c8 messo in vendita il grande panfilo dell\u2019Arciduchessa Maria Teresa d\u2019Austria, che Marconi acquister\u00e0 rinominandolo&nbsp;Elettra.<br>3 giugno 1920&nbsp;\u2014 Muore a Londra la madre di Marconi, assistita dal figlio Alfonso.<br>15 giugno 1920&nbsp;\u2014 Da Chelmsford (UK), Marconi realizza per la prima volta la trasmissione radiofonica della voce, con il concerto della cantante Dame Nellie Melba.<br>1922-1923&nbsp;\u2014 Si passa alle onde corte. Coadiuvato da Charles Samuel Franklin (inventore dell\u2019antenna direzionale) e da Luigi Solari, Marconi intensific\u00f2 in Inghilterra gli esperimenti con onde di 15 metri, raggiungendo i 160 km di distanza di trasmissione. Il ritorno alle onde corte significava riprogettare le apparecchiature trasmittenti e riceventi e le antenne. Poich\u00e9 con le onde corte, e ancor di pi\u00f9 con le onde cortissime, occorrono un\u2019antenna di dimensioni ridotte e una potenza decisamente inferiore per la trasmissione, questa scelta ebbe notevoli conseguenze anche dal punto di vista economico.<br>1923&nbsp;\u2014 Marconi aderisce al Fascismo.<br>30 maggio 1924&nbsp;\u2014 Marconi realizza la prima trasmissione regolare della voce umana fra Poldhu e Sydney (Australia).<br>Lo stesso anno, a bordo dell\u2019Elettra&nbsp;ormeggiata nel porto di Beyrut, not\u00f2 che i segnali radio trasmessi da Poldhu riuscivano a coprire la distanza di 2.400 km sia di notte sia di giorno. Dopo numerose prove, Marconi cap\u00ec che sulla lunghezza d\u2019onda di 32 metri riusciva ad ottenere certi risultati, anche se non ne seppe dare una spiegazione scientifica. Si trattava dell\u2019effetto di riflessione della ionosfera.<br>1924&nbsp;\u2014 La Marconi Company riceve remunerative commissioni dall\u2019Australia e dal Sud Africa per la costruzione di stazioni a grande portata ad onde lunghe. In seguito agli importanti risultati raggiunti con la sperimentazione delle onde corte direzionali (comunicazioni su distanze molto lunghe con pochi kW di potenza ed impianti molto pi\u00f9 piccoli e meno costosi di quelli ad onde lunghe), la societ\u00e0 decide di informare i committenti del rivoluzionario metodo. I requisiti tecnici del contratto cos\u00ec ottenuto, firmato il 28 luglio 1924, furono stabiliti unicamente sulla base di calcoli teorici: le conseguenze di un errore sarebbero state gravissime, fino a giungere probabilmente al fallimento della stessa societ\u00e0. L\u2019impegno assunto verso il governo inglese era quello di collegare il Regno Unito con l\u2019Australia, il Canada, il Sud Africa e l\u2019India, garantendo un servizio regolare con una velocit\u00e0 di trasmissione di almeno 100 parole al minuto, sia di giorno sia di notte.<br>7 ottobre 1926&nbsp;\u2014 La stazione di Bodmin (Canada) e quella di Bridgewater (UK) sono collaudate con successo dal committente, il Ministero delle Poste. Nei mesi successivi si completarono i collegamenti con le altre stazioni, in particolare con l\u2019Australia (7 aprile 1927), il Sud Africa (4 luglio 1927) e l\u2019India (26 agosto 1927).<br>25 maggio 1928&nbsp;\u2014 Dopo aver sorvolato il Polo Nord, si sfracella sulla banchisa il dirigibile&nbsp;Italia&nbsp;di Umberto Nobile. Nel disastro si salva la cassettina col piccolo trasmettitore ad onde corte, portato a bordo su suggerimento di Marconi: grazie ad esso, quindici giorni dopo, i superstiti della famosa \u201ctenda rossa\u201d poterono mettersi in contatto coi soccorritori.<br>1928&nbsp;\u2014 Marconi \u00e8 nominato, dal governo di Mussolini, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.<br>1928&nbsp;\u2014 Per decisione governativa, e con un aumento di capitale, si fondono la Societ\u00e0 dei cavi inglese e la Marconi Company, che ebbe solo il 44% delle azioni della nuova societ\u00e0. Il governo britannico riserv\u00f2 allo Stato l\u2019esclusivit\u00e0 delle telecomunicazioni, sopprimendo per legge ogni attivit\u00e0 delle societ\u00e0 private in questo campo. La Marconi Company non pot\u00e9 pi\u00f9 trasmettere messaggi ma solo costruire, studiare e sperimentare le apparecchiature.<br>17 giugno 1929&nbsp;\u2014 Vittorio Emanuele III conferisce a Marconi il titolo ereditario di marchese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ultimi anni:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">26 marzo 1930\u00a0\u2014 Alle otto di mattina ora italiana, \u00e8 diffuso alla folla presente all\u2019inaugurazione dell\u2019Esposizione di Sydney un discorso di saluto al popolo australiano trasmesso via radio da Marconi. Tre ore pi\u00f9 tardi, al termine del discorso del presidente dell\u2019Esposizione, pronunciato in una grande sala al lume di candela, Marconi premette un tasto dalla cabina radio dell\u2019Elettra, ancorata nel porto di Genova, ed il radiosegnale ag\u00ec su un rel\u00e8 che fece accendere tutte le 2.000 lampadine elettriche dell\u2019Esposizione: la distanza percorsa dal segnale era di quasi 20.000 chilometri.<br>19 settembre 1930\u00a0\u2014 Marconi diviene presidente della Reale Accademia d\u2019Italia.<br>12 febbraio 1931\u00a0\u2014 Alla presenza del papa Pio XI si inaugura la stazione radio ad onde corte nella Citt\u00e0 del Vaticano, che Marconi ha costruito su incarico del cardinale Pacelli, segretario di Stato e futuro papa Pio XII. In tal modo la Chiesa si rende indipendente dallo Stato italiano per le telecomunicazioni e per la prima volta la voce del Papa si pu\u00f2 ascoltare in tutto il mondo.<br>1933\u00a0\u2014 Alla fine dell\u2019estate Marconi inizia con la moglie un viaggio che lo porter\u00e0 in tutto il mondo e che si concluder\u00e0 all\u2019inizio del 1934. Visit\u00f2 New York, Chicago, la Casa Bianca a Washington, Los Angeles, Giappone (dove incontr\u00f2 l\u2019Imperatore), Cina, India e Ceylon.<br>30 luglio 1934\u00a0\u2014 Nel Golfo del Tigullio si sperimenta la navigazione radio. Usando i segnali del radiofaro installato su una torre che si trova a 70 metri di altezza sul promontorio di Sestri Levante, l\u2019Elettra\u00a0parte da Santa Margherita Ligure e passa tre volte in mezzo a due boe di traguardo posizionate a Sestri Levante, dopo aver compiuto una serie di giri e cambiamenti di rotta per dimostrare che si potevano captare i segnali da qualunque posizione. La distanza tra le boe, che si trovavano a 800 metri dal promontorio, era di 100 metri. Tutti gli obl\u00f2 del ponte di comando dell\u2019Elettra\u00a0erano oscurati e l\u2019unica indicazione che il comandante Gerolamo Stagnaro aveva a disposizione per la navigazione era fornita da due indicatori di rotta, uno visivo e uno acustico, che utilizzavano i segnali del radiofaro.<br>1935\u00a0\u2014 In autunno, su sollecitazione di Mussolini, Marconi si reca a Londra e Parigi per difendere la posizione politica dell\u2019Italia dopo l\u2019attacco all\u2019Etiopia e le conseguenti sanzioni decretate dalla Societ\u00e0 delle Nazioni. In Inghilterra il popolo inglese gli imped\u00ec di leggere, dai microfoni della B.B.C., un messaggio che spiegava la posizione italiana.<br>17 dicembre 1935\u00a0\u2014 Durante il viaggio di ritorno in treno da Parigi, Marconi ebbe un lieve malore, dopo il quale non fu pi\u00f9 in grado di affrontare lunghi viaggi.<br>25 aprile 1936\u00a0\u2014 Muore improvvisamente a Londra il fratello Alfonso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 19 luglio 1937&nbsp;Guglielmo Marconi muore a Roma per un violento attacco di&nbsp;angina pectoris. Eccezionale fu il gesto compiuto in suo onore: in segno di lutto le stazioni radio di tutto il mondo interruppero contemporaneamente per due minuti il servizio, lasciando l\u2019etere in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"375\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/aleksandr-popov.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-620\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/aleksandr-popov.jpg 375w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/aleksandr-popov-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>ALEKSANDR STEPANOVIC POPOV<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(16 marzo 1859 \u2013 13 gennaio 1906)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aleksandr Stepanovi\u010d Popov in russo: \u0410\u043b\u0435\u043a\u0441\u0430\u0301\u043d\u0434\u0440 \u0421\u0442\u0435\u043f\u0430\u0301\u043d\u043e\u0432\u0438\u0447 \u041f\u043e\u043f\u043e\u0301\u0432 \u00e8 stato un fisico russo, pioniere delle radiocomunicazioni, studioso di elettrotecnica \u00e8 ritenuto in alcuni Paesi il vero inventore della radio; insegn\u00f2 all\u2019Accademia militare di Kron\u0161tadt, quindi (1901) all\u2019Istituto di elettrotecnica di Pietroburgo di cui divenne direttore nel 1905. Nel 1894 mise a punto un apparato in grado di rivelare le onde elettromagnetiche prodotte da scariche elettriche atmosferiche servendosi del coherer di E. Branly, di cui miglior\u00f2 la sensibilit\u00e0. Il 7 maggio del 1895 speriment\u00f2, davanti ai membri della Societ\u00e0 di fisica di Pietroburgo, la capacit\u00e0 del suo dispositivo di rivelare onde elettromagnetiche prodotte da un oscillatore di tipo hertziano posto nelle immediate vicinanze. Nel Marzo del 1896 riusc\u00ec a trasmettere tra due edifici dell\u2019universit\u00e0, distanti circa 250 metri, un messaggio radiotelegrafico. Venuto a conoscenza dei lavori di Guglielmo Marconi, riusc\u00ec, durante successivi esperimenti, ad aumentare progressivamente la distanza delle comunicazioni radiotelegrafiche terra-mare portandole a 10 chilometri nel 1898 e a 50 chilometri l\u2019anno successivo. Ricerche storiche intese a stabilire la controversia circa la priorit\u00e0 dell\u2019invenzione della radio hanno confermato che Popov trasmise nel marzo del 1896 il suo primo radiomessaggio, mentre resta indiscutibile il fatto che Marconi effettu\u00f2 esperimenti in data anteriore.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"199\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Yagi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-632\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>HIDETSUGU YAGI<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">(Osaka, 28 gennaio 1886 \u2013 Tokyo, 19 gennaio 1976)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ingegnere elettrotecnico giapponese, Yagi si laure\u00f2 all\u2019Universit\u00e0 imperiale di Tokyo nel 1909 e dal 1913 continu\u00f2 gli studi in Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania, dove prosegu\u00ec la ricerca sulla generazione delle onde elettriche usate nelle comunicazioni radio. Torn\u00f2 in Giappone nel 1916 e nel 1919 fu nominato professore alla Facolt\u00e0 d\u2019ingegneria dell\u2019Universit\u00e0 imperiale di Tokyo. Yagi indirizz\u00f2 subito la sua ricerca sulle onde corte e cortissime, su cui pubblic\u00f2 diversi lavori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1926 il professor Hidetsugu Yagi ottenne il brevetto n. 69115 per una semplice antenna VHF direzionale con un buon \u201cguadagno di potenza\u201d, conosciuta successivamente come \u201cYagi\u201d. Un brevetto statunitense gli fu concesso nel 1932 ed assegnato alla RCA. L\u2019invenzione di quest\u2019antenna scatur\u00ec in un momento cruciale dello sviluppo delle onde corte, quando le nuove valvole permettevano frequenze pi\u00f9 alte ed emissioni pi\u00f9 stabili. L\u2019antenna \u201cYagi\u201d \u00e8 ancora ampiamente usata nelle radiocomunicazioni, specialmente nelle bande VHF e UHF. Per quelli che non la conoscessero, la classica antenna televisiva, che si pu\u00f2 vedere su tutti i tetti, \u00e8 una \u201cYagi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La reale paternit\u00e0 dell\u2019invenzione dovrebbe essere condivisa con <strong>Shintaro Uda<\/strong>, suo assistente e professore dell\u2019Universit\u00e0 Tohuku, con cui Yagi collabor\u00f2 alla progettazione e costruzione dell\u2019antenna dal 1924. Fu proprio Uda che la descrisse pubblicamente per la prima volta, all\u2019IEEJ, nel 1926. Yagi pubblic\u00f2 la ben pi\u00f9 conosciuta versione in inglese nel 1928. L\u2019antenna dovrebbe essere perci\u00f2 chiamata pi\u00f9 correttamente \u201cYagi-Uda\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1935 Yagi divenne Direttore delle Facolt\u00e0 di Scienze industriali dell\u2019Universit\u00e0 di Tokyo, nel 1942 Direttore generale dell\u2019Istituto di tecnologia e nel 1944 pure Direttore generale dell\u2019Universit\u00e0 imperiale di Osaka.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"319\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Morse.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-629\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Morse.png 319w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Morse-300x235.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>SAMUEL FINLEY BREESE MORSE<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">(Charlestown Boston, 27 aprile 1791 \u2013 Poughkeepsie, NY, 2 aprile 1872)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inventore e pittore statunitense. Studente apatico, con interessi solo nell\u2019elettricit\u00e0 e nella pittura di ritratti in miniatura, Morse si laure\u00f2 presso l\u2019Universit\u00e0 di Yale nel 1810, recandosi l\u2019anno successivo a Londra dove studi\u00f2 pittura. Nel 1815 ritorn\u00f2 negli Stati Uniti e nel 1824-25 fond\u00f2 con altri artisti la&nbsp;Societ\u00e0 di belle arti&nbsp;(successivamente&nbsp;National Accademy of Design). Dopo essersi stabilito a New York nel 1825, Morse divenne uno dei pi\u00f9 stimati pittori del suo tempo. Torn\u00f2 in Europa nel 1829, dove visit\u00f2 la Francia e l\u2019Italia, soggiornando a Roma dal 20 febbraio 1830 al 5 gennaio 1831.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1832, mentre rientrava negli Stati Uniti a bordo del vascello&nbsp;Sully, Morse ascolt\u00f2 una conversazione sull\u2019elettrocalamita, appena scoperta, e gli venne l\u2019intuizione di un telegrafo elettrico. Ritenendo erroneamente che fosse un\u2019idea nuova, trov\u00f2 l\u2019entusiasmo per portare avanti il progetto, iniziando a costruire l\u2019apparecchio telegrafico alcune settimane dopo. Dato che non era benestante, Morse us\u00f2 per il suo prototipo materiale di recupero, come la cornice di un quadro per il basamento, una batteria fatta in casa, un\u2019elettrocalamita che gli era stata donata e il meccanismo di un vecchio orologio per muovere la carta su cui venivano registrati i punti e le linee.<br><br>Nel 1835 divenne professore di storia dell\u2019arte all\u2019Universit\u00e0 di New York e nello stesso anno riusc\u00ec ad ultimare e sperimentare il suo telegrafo. Due anni dopo Morse trov\u00f2 due soci per aiutarlo a sviluppare il telegrafo: Leonard Gale, un professore di scienze dell\u2019Universit\u00e0 di New York, e Alfred Vail. Con l\u2019aiuto dei suoi nuovi soci, Morse nel 1837 richiese un brevetto per il nuovo telegrafo. La descrizione parlava fra l\u2019altro di un codice con punti e linee per rappresentare i numeri e di un dizionario per tradurre i numeri in parole. Morse, abbandonata la sua carriera artistica, si dedicava ormai quasi interamente al telegrafo.<br>Nel 1838, in una dimostrazione del suo telegrafo a New York, Morse trasmise dieci parole al minuto. Aveva fatto a meno del suo dizionario numero-parola, usando invece direttamente il codice punto-linea per le lettere. Tranne alcune successive modifiche di dettaglio, era nato il codice Morse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni seguenti effettu\u00f2 dimostrazioni davanti saggi, uomini d\u2019affari e commissioni del Congresso, con la speranza di raccogliere fondi per esperimenti su grande scala, ma incontr\u00f2 parecchie difficolt\u00e0. Grazie alla sua tenacia, senza un aiuto significativo da parte dei suoi scoraggiati soci, Morse nel 1843 riusc\u00ec infine ad ottenere dal Congresso i fondi per la costruzione della prima linea telegrafica, da Baltimora a Washington D.C. L\u2019inaugurazione avvenne il 24 maggio 1844. Il primo messaggio ufficiale, spedito dal Campidoglio di Washington a Baltimora, fu una citazione biblica. Dopo dodici anni in cui tutti avevano ignorato i suoi sforzi, Morse divenne rapidamente un eroe nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima linea telegrafica in Italia fu realizzata nel 1847 e collegava Livorno con Pisa. Lo stesso anno Morse, che finalmente grazie al telegrafo stava diventando un uomo ricco, compr\u00f2 una tenuta di un centinaio di ettari, appena fuori Poughkeepsie, e la chiam\u00f2&nbsp;Locust Grove. Qui mor\u00ec di polmonite a quasi 80 anni. \u00c8 sepolto nel cimitero Greenwood di Brooklyn.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"425\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Meucci.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-628\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Meucci.png 425w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Meucci-300x176.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>ANTONIO MEUCCI<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Firenze, 13 aprile 1808 \u2013 New York, 18 ottobre 1889)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Antonio Santi Giuseppe Meucci<\/strong>\u00a0grande inventore italiano, celebre per lo sviluppo di un dispositivo di comunicazione vocale accreditato da diverse fonti come il primo telefono, il cosiddetto\u00a0<em><strong>telettrofono<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il brevetto del telefono fu ufficialmente intestato per la prima volta ad Alexander Graham Bell, che \u00e8 anche noto nella cultura popolare mondiale e nella comunit\u00e0 scientifica internazionale come l\u2019inventore dell\u2019apparecchio. Una risoluzione approvata dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d\u2019America&nbsp;l\u2019<strong>11 giugno 2002<\/strong>&nbsp;ha chiesto di riconoscere il lavoro e i contributi di Meucci verso l\u2019invenzione del telefono, pur non accreditandolo ufficialmente come inventore. Numerose enciclopedie, soprattutto italiane, accreditano Meucci come l\u2019inventore del telefono, anche se l\u2019opinione maggioritaria internazionale non gli riconosce questo merito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meucci non si limit\u00f2 solo all\u2019invenzione del telettrofono, ma propose numerose innovazioni tra cui le candele steariche, oli per vernici e pitture, bevande frizzanti, condimenti per pasta e riso, una tecnica per ottenere pasta cellulosica&nbsp;di buona qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"375\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/edwin-armstrong.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-624\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/edwin-armstrong.jpg 375w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/edwin-armstrong-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>EDWIN HOWARD ARMSTRONG<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">(New York City, 1890 \u2013 New York City, 1954)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inventore statunitense, nato a Manhattan in una famiglia numerosa. Un attacco del \u201cballo di San Vito\u201d (febbre reumatica), avuto all\u2019et\u00e0 di nove anni, lo tenne lontano da scuola per due anni e gli lasci\u00f2 un tic alla spalla e alla mascella per il resto della vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Affascinato dalle scoperte di Marconi, Armstrong impar\u00f2 ben presto tutto ci\u00f2 che c\u2019era da sapere sulla radio. Si iscrisse ad ingegneria elettrotecnica alla Columbia University e nel 1913, ancora studente, fece la sua prima grande scoperta: la rigenerazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 da parecchi anni esisteva l\u2019Audion, la valvola triodo di Lee de Forest, ma essa non era utilizzata, sia perch\u00e9 lo stesso de Forest non comprendeva il suo funzionamento sia perch\u00e9 era un amplificatore molto scadente. Armstrong scopr\u00ec che il guadagno dell\u2019amplificatore triodo poteva essere enormemente aumentato immettendo nuovamente parte del segnale d\u2019uscita in ingresso. Variando la quantit\u00e0 di retroazione l\u2019amplificatore diventava un oscillatore potente e stabile, o si trasformava in un ricevitore radio pi\u00f9 sensibile di tutti quelli allora esistenti.<br>Venuto a conoscenza del lavoro di Armstrong, de Forest rindirizz\u00f2 il suo lavoro in quella direzione e, dopo aver velocemente brevettato delle varianti tecniche, nel 1920 inizi\u00f2 ad attaccare il brevetto di Armstrong. Nella sua azione fu supportato dalla AT&amp;T, che voleva padroneggiare un circuito fondamentale della radio. La disputa per il brevetto dur\u00f2 per 14 anni e cost\u00f2 oltre un milione di dollari. Alla fine la spunt\u00f2 la AT&amp;T che, basandosi su un appunto in un registro di laboratorio di Lee de Forest del 1912 (che fra l\u2019altro aveva semplicemente appuntato il fenomeno dell\u2019oscillazione del circuito, senza capire cosa fosse), riusc\u00ec a far emettere un verdetto favorevole da un giudice senza competenze tecniche. Con questa sentenza vinsero tutti gli appelli, dicendo semplicemente che era gi\u00e0 stato emesso un giudizio. In aggiunta i pubblicitari dell\u2019AT&amp;T si diedero molto da fare, cosicch\u00e9 oggi si vedono i circuiti di retroazione attribuiti a de Forest.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fortunatamente Armstrong era una persona piena di idee. Lavorando per l\u2019Esercito durante la Prima Guerra Mondiale, ide\u00f2 la supereterodina, un\u2019intelligente ed elegante tecnica per migliorare la ricezione e la sintonia allo stesso tempo. Questa tecnica \u00e8 usata tutt\u2019oggi in praticamente in ogni radio. La Westinghouse pag\u00f2 centinaia di migliaia di dollari per i diritti della supereterodina e Armstrong fece un accordo con l\u2019RCA, per un circuito innovativo simile, il ricevitore super rigenerativo, che gli frutto un bel mucchio di azioni e molti pi\u00f9 soldi di quelli fatti con tutte le altre sue idee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La disputa brevettuale con de Forest sulla rigenerazione fu umiliante e esasperante. Dopo aver perso la causa, con i pubblicitari che lo definivano \u201cl\u2019inventore screditato\u201d, decise di mostrare chi fosse e realizz\u00f2 la sua pi\u00f9 grande invenzione: la modulazione di frequenza (FM).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La modulazione di frequenza era gi\u00e0 stata sperimentata e scartata negli anni Venti del Novecento. Si pensava infatti che fosse un sistema per impacchettare pi\u00f9 segnali in una data banda di frequenze, ma analisi matematiche dettagliate avevano dimostrato che l\u2019audio di un segnale FM a banda stretta sarebbe stato sempre peggiore di quello di un segnale AM (modulazione d\u2019ampiezza) della stessa potenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea di Armstrong fu che un segnale FM non doveva usare una gamma ristretta di frequenze, ma essere circa 5 volte pi\u00f9 ampio di un segnale AM, con un rapporto segnale\/rumore molto migliore. I calcoli sulla modulazione di frequenza erano stati giusti, ma limitati. Facendo affidamento su ragionamenti sperimentali e fisici, Armstrong super\u00f2 le semplici equazioni matematiche. Ci\u00f2 a sua volta gett\u00f2 le basi per la teoria dell\u2019informazione, che determina come la larghezza di banda pu\u00f2 essere scambiata per l\u2019immunit\u00e0 dal rumore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1933 la modulazione di frequenza era funzionante e Armstrong la mostr\u00f2 all\u2019RCA, che aveva la maggior parte delle sue licenze. Dopo averla valutato la tecnica per un paio di anni, i suoi dirigenti declinarono l\u2019offerta. C\u2019erano stati troppi investimenti nell\u2019AM e troppe persone avevano ormai le radio AM, che erano un oggetto di largo consumo a basso prezzo. Armstrong punt\u00f2 allora sulle piccole societ\u00e0, progettando un sistema completo (trasmettitore, antenne e ricevitori) ed iniziando nel 1939 un servizio sperimentale di trasmissioni broadcast a New York e nel New England. La qualit\u00e0 musicale era superba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019RCA rispose immediatamente alla minaccia che si profilava. Prima cerc\u00f2 di fargli negare le frequenze (dicendo che servivano per la TV), poi prov\u00f2 a comprare i brevetti per un milione di dollari, senza ulteriori royalty. Armstrong rifiut\u00f2 perch\u00e9 tutti gli altri le pagavano e perch\u00e9 non gli pareva corretto dare una simile opportunit\u00e0 alla RCA rispetto alle societ\u00e0 che avevano lavorato con lui e non contro di lui. Prima che la battaglia legale potesse entrare nel vivo, scoppi\u00f2 la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti usarono la modulazione di frequenza durante la guerra. Armstrong permise ai militari di usare i suoi brevetti senza pagare royalty per tutta la durata del conflitto. Nessuna societ\u00e0 avrebbe potuto fare un gesto simile ed anche lui, con le spese del laboratorio, pot\u00e9 a malapena affrontarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019RCA non rimase ferma e nel 1945, insieme ad altre societ\u00e0 radio, convinse le autorit\u00e0 a spostare la banda FM dai 44-50 MHz allora usati agli attuali 88-108 MHz. A parole il motivo era evitare il \u201cdisturbo ionosferico\u201d, nei fatti rese immediatamente obsoleti tutti i trasmettitori e ricevitori che erano stati costruiti. Inoltre l\u2019FCC impose parecchi limiti alla potenza trasmissiva e proib\u00ec i ponti radio dagli studi radio ai trasmettitori posti in cima alle montagne, obbligando le societ\u00e0 a collegarli attraverso i cavi coassiali dell\u2019AT&amp;T a tariffe esorbitanti. Lo scopo finale, raggiunto, era azzoppare le trasmissioni FM.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo questa sconfitta, Armstrong ridisegn\u00f2 risolutamente tutto il suo sistema e lo fece funzionare a frequenze pi\u00f9 alte entro il 1948, ma questa fu la sua ultima fatica progettuale. L\u2019RCA aveva costruito ricevitori FM nei precedenti otto anni senza pagargli nulla e nel 1949, quando mancavano solo due anni alla scadenza del brevetto, Armstrong le fece causa per violazione di brevetto. Gli avvocati dell\u2019RCA, con varie scappatoie legali, fecero trascorrere gli anni, toccando il culmine quando l\u2019RCA dichiar\u00f2 che aveva inventato la modulazione di frequenza senza alcun aiuto da parte di Armstrong. Dopo una tale affermazione, Armstrong non volle pi\u00f9 sentir parlare di accordi extragiudiziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1953 tutte le licenze e i brevetti di Armstrong erano scaduti e le enormi spese legali e le spese di ricerca lo avevano quasi portato alla bancarotta. Dopo un\u2019aspra discussione, sua moglie l\u2019abbandon\u00f2 il giorno del Ringraziamento, andando a vivere da sua sorella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 31 gennaio 1954 Armstrong le scrisse una lettera di due pagine, la lasci\u00f2 sul tavolo del loro appartamento e vestito di tutto punto \u2013 cappotto, cappello, sciarpa e guanti \u2013 si gett\u00f2 da una finestra del 13\u00b0 piano. Il suo corpo fu scoperto solo il giorno dopo, su una sporgenza posta al terzo piano.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"331\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Hertz.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-627\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Hertz.jpg 331w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Hertz-300x227.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>HEINRICH RUDOLF HERTZ<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">(Amburgo, 22 febbraio 1857 \u2013 Bonn, 1 gennaio 1894)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fisico tedesco. Il padre, Gustav Ferdinand Hertz, era un avvocato ebreo convertito al cristianesimo, nominato senatore e capo dell\u2019amministrazione della giustizia nel 1887; la madre, Anna Elisabeth Pfefferkorn, era figlia di un dottore di Francoforte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver frequentato una scuola tecnica privata, Heinrich si prepar\u00f2 da privatista per lo&nbsp;Johanneum. Qui si diplom\u00f2 nel 1875, in un solo anno, potendo quindi accedere all\u2019universit\u00e0. Fu il primo della sua classe. Hertz si trasfer\u00ec quindi a Francoforte per acquisire esperienza pratica in ingegneria e, dopo aver svolto il servizio militare a Berlino in un reggimento ferroviario (1876-77), trascorse successivamente un anno all\u2019Universit\u00e0 di Monaco. Aveva ormai optato per la carriera scientifica ed accademica piuttosto che per quella ingegneristica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1878 decise di continuare i suoi studi all\u2019universit\u00e0 di Berlino, con Kirschhoff e Hermann von Helmholtz, dove si laure\u00f2&nbsp;magna cum laude&nbsp;nel 1880. L\u2019argomento della sua tesi di laurea trattava l\u2019induzione elettromagnetica nelle sfere rotanti.<br>Dopo essere stato per tre anni assistente di Helmholtz, Hertz nel 1883 divenne assistente di fisica teorica all\u2019Universit\u00e0 di Kiel. Qui, non avendo a disposizione dei laboratori, si dedic\u00f2 agli aspetti teorici della fisica e inizi\u00f2 a studiare la nuova teoria elettromagnetica di James Clerk Maxwell.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dal 1879 Helmholtz gli aveva suggerito degli esperimenti sui fenomeni elettrici, basati sulle conoscenze teoriche, ma fu solo al Karlsruhe che Hertz trov\u00f2 le apparecchiature per realizzarli, chiarificando cos\u00ec ed espandendo la teoria elettromagnetica della luce formulata da Maxwell nel 1884.<br>In un angolo della sua aula di fisica, Hertz gener\u00f2 onde elettromagnetiche provocando in circuiti elettrici semplici (oscillatori di Hertz) scariche oscillanti di altissima frequenza, riuscendo poi a captarle con circuiti risonanti rivelatori. I suoi esperimenti riguardarono tutti gli aspetti delle onde elettromagnetiche: riflessione, rifrazione, polarizzazione, interferenza e velocit\u00e0.<br>Gli studenti di Hertz rimanevano impressionati e domandavano come poteva essere utilizzato questo meraviglioso fenomeno. \u00abNon c\u2019\u00e8 nessun tipo di utilizzo\u00bb rispondeva Hertz \u00ab\u00e8 solo un esperimento che dimostra che Maxwell aveva ragione, abbiamo queste misteriose onde elettromagnetiche che non possiamo vedere ad occhio nudo, ma che ci sono.\u00bb<br>Uomo riservato, senza pretese ed apparentemente di scarse ambizioni, Hertz pensava come Maxwell che le sue scoperte non fossero di alcuna utilit\u00e0 pratica, anche se in realt\u00e0 avrebbero portato agli sviluppi della telegrafia senza fili, della radio, della televisione, del radar e della telefonia cellulare. \u00c8 interessante ricordare che Hertz nel 1887 scopr\u00ec casualmente anche l\u2019effetto fotoelettrico, mentre effettuava le sue ricerche sull\u2019elettromagnetismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1888, Hertz descrisse in un periodico di elettrotecnica come riusciva a scatenare onde elettromagnetiche, le cosiddette onde hertziane, con il suo oscillatore. Il giovane Guglielmo Marconi lesse l\u2019articolo mentre era in vacanza e concep\u00ec l\u2019idea di usare le onde prodotte dall\u2019oscillatore di Hertz per delle segnalazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1889 fu nominato professore di fisica all\u2019universit\u00e0 di Bonn, dove continu\u00f2 le sue ricerche sulle scariche elettriche in gas rarefatti e l\u2019analisi della teoria di Maxwell, pubblicando due studi nel 1890.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo parecchi anni di salute malferma, nell\u2019estate del 1892 Hertz fu colpito da una malattia alle ossa e mor\u00ec di setticemia il 1 gennaio 1894, a neppure 37 anni d\u2019et\u00e0. Fu sepolto nel cimitero ebraico di Ohlsdorf e dopo solo 5 anni la citt\u00e0 di Amburgo gli dedic\u00f2 una strada. Durante il Nazismo, il suo bassorilievo, uno dei 56 di eminenti cittadini di Amburgo che ornavano le colonne del salone d\u2019ingresso del Municipio della citt\u00e0, fu nascostamente rimosso insieme con quelli degli altri ritratti \u201cebraici\u201d. Tutti questi bassorilievi furono rimpiazzati nel 1949.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In onore di Heinrich Hertz, l\u2019unit\u00e0 di frequenza, misurata in cicli al secondo, \u00e8 chiamata Hertz (abbreviazione Hz).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"398\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/de-forest.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-623\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/de-forest.jpg 398w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/de-forest-300x188.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>LEE DE FOREST<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">(Council Bluffs, Iowa, 1873 \u2013 Los Angeles, California, 1961)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fisico ed inventore americano. Lee De Forest era figlio di un Pastore protestante, trasferitosi in Alabama per diventare Presidente del Talledega College, una piccola scuola per neri. Il padre avrebbe voluto che il figlio seguisse le sue orme, ma de Forest studi\u00f2 nel Massachusetts e si laure\u00f2 all\u2019Universit\u00e0 di Yale nel 1899 con la tesi \u201cLa riflessione delle onde hertziane all\u2019estremit\u00e0 di conduttori paralleli\u201d. Fin dalle scuole superiori aveva sviluppato invenzioni, di scarso successo, per pagarsi gli studi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1902 fond\u00f2 la De Forest Wireless Telegraph Company che fall\u00ec, come molte altre sue iniziative, a causa di una scarsa propensione agli affari. Nella sua vita, De Forest lavor\u00f2 brevemente per diverse societ\u00e0, fra cui la Western Electric, ma per la maggior parte di essa fu un inventore indipendente. Ottenne oltre 180 brevetti (alcune fonti parlano di oltre 300 brevetti), ma solo pochissimi ebbero successo. Infatti De Forest sembra aver avuto un fiuto particolare per i fallimenti. Fu regolarmente coinvolto in cause legali per i brevetti \u2014 ed infatti consum\u00f2 il suo patrimonio in parcelle di avvocati \u2014 si spos\u00f2 quattro volte, molte sue societ\u00e0 fallirono e fu defraudato dai suoi soci. La vita di De Forest, uomo estremamente energico e creativo, fu caratterizzata da una continua incompiutezza, da un continuo \u201cessere quasi riuscito a farcela\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fama di Lee De Forest deriva dall\u2019invenzione, nel 1906, del triodo o amplificatore \u201cAudion\u201d, come fu brevettato. Questo dispositivo fu concepito come evoluzione del diodo usato a quel tempo e frutto di altri inventori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Audion \u00e8 una valvola, riempita di gas, dove alla struttura base di un diodo, filamento e placca, \u00e8 aggiunta una griglia, permettendo cos\u00ec sia di rettificare sia di amplificare il segnale. De Forest pensava che il gas fosse parte necessaria del sistema, ma altri mostrarono, nel 1912, che il triodo lavorava molto meglio nel vuoto completo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1907 De Forest fond\u00f2 una societ\u00e0 per le radiotrasmissioni, da lui preconizzate gi\u00e0 nel 1902. Nel 1910 prov\u00f2 la prima radiotrasmissione dal vivo dalla Metropolitan Opera House di New York, dove cantava Enrico Caruso. Tuttavia, nonostante le dimostrazioni pubbliche di successo, la gente era scettica. Nel 1913 l\u2019inventore fu accusato, dal Pubblico ministero, di defraudare i suoi azionisti con quelle che chiam\u00f2 \u201cassurde\u201d promesse. De Forest persever\u00f2 nel suo lavoro e nel 1916 raccolse due successi: la prima pubblicit\u00e0 radiofonica (per i propri prodotti) e la prima elezione presidenziale raccontata dalla radio (sebbene i risultati fossero sbagliati).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il triodo inventato da Lee De Forest divenne un componente essenziale non solo nella radio commerciale, ma anche nella telefonia (ad esempio permise all\u2019AT&amp;T di realizzare il servizio telefonico \u201cda costa a costa\u201d nel 1913), nella televisione, nel radar e nei primi computer; solo dopo molti anni fu rimpiazzato dai transistor a stato solido. Per questo De Forest fu etichettato come uno dei padri della \u201cera elettronica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1912 Lee De Forest mise a punto un circuito di retroazione, che avrebbe aumentato la potenza d\u2019uscita di un trasmettitore radio e prodotto corrente alternata. Non vide l\u2019importanza della sua scoperta e quando ne richiese il brevetto, nel 1915, il circuito era gi\u00e0 stato brevettato da E. Howard Armstrong. De Forest vinse la causa che intent\u00f2 contro Armstrong e che dur\u00f2 fino al 1934, ma l\u2019industria della radio riconobbe sempre a quest\u2019ultimo i meriti dell\u2019invenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1921 De Forest invent\u00f2 un sistema per registrare il suono nei film, sempre partendo dal lavoro di altre persone ed usando il suo Audion, fondando un\u2019apposita societ\u00e0, la De Forest Phonofilm Corporation. Non riusc\u00ec tuttavia a convincere l\u2019industria cinematografica e quando questa si decise, us\u00f2 un sistema completamente differente. La De Forest Phonofilm Corporation chiuse nel 1925 e due anni dopo apparve nei cinema&nbsp;Il cantante di jazz, il primo film sonoro. Per ironia della sorte, l\u2019industria cinematografica adott\u00f2 successivamente il sistema sonoro proposto originariamente da Lee de Forest.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">De Forest incoraggio la diffusione della radio e pi\u00f9 tardi della televisione, come mezzi per aumentare la preparazione culturale degli Americani, ma fu deluso dalla loro evoluzione e fu molto critico verso la loro bassa qualit\u00e0. Lee De Forest trascorse gli ultimi trent\u2019anni di vita, forse quelli pi\u00f9 felici, ad Hollywood.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"375\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/edwin-armstrong.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-624\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/edwin-armstrong.jpg 375w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/edwin-armstrong-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>JOHN AMBROSE FLEMING, Sir<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Lancaster, 29 novembre 1849 \u2013 Sidmouth, Devonshire, 18 aprile 1945)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fisico e elettrotecnico inglese, autore di numerosi studi di radiotelegrafia, elettrotecnica e fotometria, noto anche per l\u2019enunciazione \u201cdelle regole delle tre dita o regole di Fleming\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fleming s\u2019iscrisse all\u2019University College di Londra all\u2019et\u00e0 di 16 anni e si laure\u00f2 in Scienze nel 1870. Dopo un breve periodo in cui insegn\u00f2 alla Rossall School, ritorn\u00f2 a Londra al Royal College of Chemistry per lavorare alle dipendenze dell\u2019eminente chimico Sir Edward Frankland. Nel 1874 fu nominato insegnante di scienze al Cheltenham College, e fu sua la prima relazione letta di fronte all\u2019appena costituita Physical Society di Londra. Tre anni dopo and\u00f2 a Cambridge per lavorare alle dipendenze del professor James Clerk Maxwell. Inoltre, per un breve periodo, fu professore di matematica e fisica all\u2019University College di Nottingham.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1881, quando l\u2019illuminazione elettrica inizi\u00f2 ad attirare l\u2019interesse del pubblico, Fleming inizi\u00f2 la sua collaborazione decennale con l\u2019Edison Electric Light Company di Londra. La sua grande conoscenza pratica lo qualific\u00f2 come consulente elettrotecnico, e in questa veste aiut\u00f2 molte aziende municipali nella stesura di piani di elettrificazione e nella risoluzione di problemi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1885 Fleming divenne il primo professore d\u2019elettrotecnica all\u2019University College di Londra, carica che tenne per oltre quarant\u2019anni, fino al 1926. Le sue doti d\u2019insegnante e conferenziere gli fecero avere molti inviti per parlare di fronte al pubblico della Royal Institution e della Royal Society of Arts. Il suo trattato di telegrafia fu per molti anni il testo di riferimento sull\u2019argomento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ovvio, il suo lavoro collegato all\u2019introduzione del telefono e della luce elettrica in Inghilterra lo port\u00f2 nel campo della radio. Per oltre venticinque anni fu consulente scientifico della Marconi Wireless Telegraph Company, e fu parzialmente responsabile del progetto della prima stazione transatlantica a Poldhu. Non \u00e8 tuttavia per Poldhu che si deve ricordare Fleming. Il trionfo di Poldhu appartiene a Marconi. Fu un piccolo bulbo elettrico, \u201cuna ricaduta secondaria della lampada elettrica ad incandescenza\u201d, che permise a Fleming di reclamare la sua parte di gloria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1883 Edison aveva notato il fenomeno chiamato \u201ceffetto Edison\u201d, senza essere in grado n\u00e9 di spiegarlo n\u00e9 di sfruttarlo in alcun modo. Le sue osservazioni si erano limitate a constatare che, quando una piastra metallica collegata ad un filo era piazzata dentro una lampadina, si produceva un flusso di corrente positiva. Fleming, partendo da queste osservazioni, riprese l\u2019idea e scopr\u00ec che lo stesso effetto accadeva con la corrente alternata, producendo un flusso esclusivamente positivo: nel tubo sotto vuoto gli elettroni evaporano dal filamento incandescente (il catodo) e vanno verso l\u2019anodo, viaggiando in una sola direzione.<br>Studiando le cause fondamentali dell\u2019 \u201ceffetto\u201d, Fleming scopr\u00ec che la combinazione placca-filamento poteva essere usata come raddrizzatore di correnti alternate, non solo per quelle di rete, a bassa frequenza, ma anche per quelle ad alta frequenza usate nelle trasmissioni senza fili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u201craddrizzatore\u201d, collegato a un rilevatore Marconi, convertiva i segnali radio in corrente alternata in deboli segnali in corrente continua, riconoscibili da un ricevitore telefonico: era il 1904 (il brevetto fu richiesto in Gran Bretagna il 16 Novembre). Come disse Fleming, \u201cl\u2019anello mancante nelle trasmissioni senza fili era stato \u2018trovato\u2019 ed era una lampadina elettrica!\u201d. Lo scienziato comprese che il diodo poteva essere usato in un ricevitore radio come \u201crilevatore\u201d pi\u00f9 affidabile ed efficiente di un cristallo, ma sfortunatamente perse interesse in esso e decise di cercare di sviluppare invece un sistema di rilevazione a galena. L\u2019invenzione di Fleming fu l\u2019antenata del triodo e delle altre valvole ad elettrodi multipli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I nomi \u201cdiodo\u201d e \u201cvalvola termoionica\u201d descrivono bene il dispositivo. \u201cValvola\u201d fu scelto da Fleming perch\u00e9 permette alle correnti di fluire in una sola direzione e \u201ctermoionica\u201d contiene il suffisso&nbsp;thermos, che in greco significa caldo; diodo a sua volta \u00e8 l\u2019unione fra \u201cdi\u201d, che significa due, e \u201codo\u201d, contrazione di \u201celettrodo\u201d, cio\u00e8 \u201cdue elettrodi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quest\u2019invenzione, la Royal Society of Arts di Londra premi\u00f2 nel 1921 Fleming con il suo pi\u00f9 prestigioso riconoscimento, la Gold Albert Medal. Inoltre Fleming fu fatto baronetto, nel marzo 1929, per i suoi \u201cimportanti contributi nella scienza e nell\u2019industria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"254\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/alfredvail.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-621\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>ALFRED VAIL<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">(Morristown, New Jersey, 25 settembre 1807 \u2013 Morristown, 18 gennaio 1859)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inventore statunitense. Alfred Vail, il vero inventore del codice Morse, era figlio dell\u2019industriale Stephen Vail, proprietario delle ferriere Speedwell dove fu costruito il motore del primo piroscafo ad attraversare l\u2019Atlantico, il&nbsp;Savannah.<br>Alfred studi\u00f2 all\u2019accademia Norris e seguendo i desideri paterni entr\u00f2 nell\u2019azienda di famiglia. Diventato maggiorenne, decise di diventare prelato presbiteriano e si laure\u00f2 all\u2019Universit\u00e0 di New York nel 1836, ma a causa della salute cagionevole dovette abbandonare la sua idea iniziale e volgere altrove la sua attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019interesse nella telegrafia nacque il 2 settembre 1837, quando per caso partecip\u00f2 alla presentazione dell\u2019apparato telegrafico di Morse tenutasi all\u2019universit\u00e0. Vail si convinse della possibilit\u00e0 di comunicazioni \u201celettriche\u201d e invit\u00f2 Morse a Speedwell, dove persuase suo padre a contribuire con $ 2000 al completamento dell\u2019apparato. Anche il fratello George sostenne finanziariamente il progetto.<br>Il 23 settembre 1837 fu stipulato un accordo con Morse, in base al quale Vail prometteva di costruire entro il 1 gennaio 1838, a \u201c\u2026 sue spese \u2026\u201d, un modello del telegrafo da mostrare ad un comitato del Congresso a Washington. I Vail avrebbero inoltre pagato tutte le altre spese, compresi i costi di brevetto. Di contro Alfred avrebbe ricevuto un quarto di tutti i diritti statunitensi, del quale il fratello George, come semplice socio finanziario, ne avrebbe poi ricevuto la met\u00e0. Essi si sarebbero anche divisi met\u00e0 dei diritti per la Francia, Inghilterra, Scozia ed Irlanda, se avessero finanziato i brevetti in quelle nazioni. Tutti i brevetti dovevano essere \u201c\u2026 presi a nome e ad esclusivo beneficio \u2026\u201d di Morse.<br>Per gli altri risultati degli esperimenti telegrafici l\u2019accordo stabiliva che \u201cIn caso che le suddette parti facciano nuove scoperte \u2026 o qualsiasi nuova invenzione \u2026 la propriet\u00e0 sar\u00e0 di entrambi, con la stessa proporzione dei loro rispettivi diritti sulla totalit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alfred Vail inizi\u00f2 la costruzione dell\u2019apparato con l\u2019aiuto del suo assistente William Baxter, mentre Morse rimase a New York, occupato nella domanda di brevetto provvisorio, sottoscritta il 3 ottobre 1837. Nel frattempo, per aiutarlo finanziariamente in modo discreto e senza offenderne i sentimenti, i Vail commissionarono a Morse i ritratti della famiglia. All\u2019inizio del gennaio 1838 il nuovo apparato era pronto.<br>Alfred Vail partecip\u00f2 alla prima esibizione pubblica del telegrafo a New York e successivamente a quelle al Franklin Institute e al Congresso degli Stati Uniti.<br>Nel marzo del 1843 fu nominato soprintendente alla costruzione della linea telegrafica fra Washington e Baltimora e fu lui che all\u2019inaugurazione ufficiale ricevette il primo messaggio telegrafico (una citazione biblica, \u201cWhat Hath God Wrought.\u201d) inviato da Washington, venerd\u00ec 24 maggio 1844 alle 8.45 del mattino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I contributi di Vail al telegrafo sono stati essenziali nella trasformazione di un apparato sperimentale in uno strumento veramente pratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essi sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il braccio mobile orizzontale per l\u2019azionamento della penna o dello stilo del registratore telegrafico, attraverso il quale lo strumento di scrittura effettua un movimento verticale e non orizzontale rispetto alla carta;<\/li>\n\n\n\n<li>il rullo scanalato del registratore telegrafico. Questo, in unione allo stilo metallico, consentiva di incavare sulla striscia di carta i punti e le linee, eliminando l\u2019inconveniente delle matite che si spuntavano o degli inchiostri che macchiavano;<\/li>\n\n\n\n<li>il tasto telegrafico;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019invenzione dell\u2019alfabeto a punti e linee.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 senz\u2019altro quest\u2019ultima l\u2019innovazione pi\u00f9 importante. \u00c8 importante ricordare che i segni convenzionali ideati e proposti da Morse per l\u2019alfabeto telegrafico originale erano numerici e non alfabetici. Essi dovevano essere tradotti con l\u2019aiuto di un dizionario dove ogni parola inglese era rappresentata da un numero arbitrario. Le singole cifre di ogni numero erano individuate contando i \u201cdenti\u201d causati dal movimento del pennino sulla carta, come si vede nella riproduzione sottostante di una delle prime strisciate telegrafiche (i numeri sono 322 \u2013 23 \u2013 1 \u2013 3).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai tempi di trasmissione si dovevano perci\u00f2 aggiungere i tempi di conversione fra numeri e parole, che non furono pi\u00f9 necessari con l\u2019innovazione di Vail.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec William Baxter, assistente di Alfred Vail, ricord\u00f2 la costruzione del registratore telegrafico e la conseguente nascita del moderno alfabeto telegrafico:<br>\u201cAlfred era particolarmente modesto e senza pretese, mentre il professor Morse era molto portato ad insistere sulla superiorit\u00e0 dei suoi progetti e metodi, solamente perch\u00e9 erano i suoi. Dato che lo seguivamo col rispetto dovuto ad un professore, fummo all\u2019inizio piuttosto inclini a sottometterci alle sue affermazioni. Da ci\u00f2 deriv\u00f2 che la prima macchina costruita alla Speedwell era praticamente una copia del modello originale, sebbene costruita in metallo con una forma pi\u00f9 simmetrica e pratica.<br>Acquistando familiarit\u00e0 con Morse, ci rendemmo conto che la sue conoscenza e capacit\u00e0 meccaniche erano limitate, e le sue idee sugli aspetti della costruzione di scarsa importanza. Man mano che si sviluppavano i punti deboli dell\u2019apparato, Alfred inizi\u00f2 a sfruttare la sua meravigliosa capacit\u00e0 inventiva per sostituire con combinazioni meccaniche di valore pratico e commerciale i progetti pi\u00f9 o meno impraticabili di Morse.<br>Scoprimmo, ad esempio, che occorreva frequentemente rifare la punta alla matita dell\u2019apparato di registrazione, e che la punta nuova lasciava un segno diverso da quella consumata, che tendeva a rendere la registrazione confusa e difficile da decifrare. Alfred progett\u00f2 una penna stilografica che faceva una linea uniforme. Lo strumento, tuttavia, non lo soddisfaceva, dato che gettava inchiostro in tutte le direzioni quando era mosso bruscamente dall\u2019azione improvvisa del magnete, ed egli spese del tempo in diligente studio nel tentativo di trovare un rimedio. Era un disegnatore meccanico di straordinaria bravura, com\u2019\u00e8 attestato da alcuni suoi lavori ancora in mano alla famiglia. Un giorno mi port\u00f2, dopo aver lavorato un\u2019ora al tavolo da disegno, lo schizzo di un nuovo dispositivo di marcatura, nel quale al braccio era dato un movimento verticale invece del movimento trasversale fino ad allora impiegato. Costruimmo il nuovo braccio, e per la prima volta producemmo un registratore capace di fare punti, linee e spazi.<br>In quel periodo il cervello di Alfred era sotto pressione, e sfornava idee nuove ogni giorno. Vide in questi nuovi caratteri gli elementi di un codice alfabetico col quale la lingua poteva essere trasmessa in parole e frasi vere, e si mise immediatamente all\u2019opera per costruire un tale codice. Il suo progetto di base era di impiegare le combinazioni pi\u00f9 semplici e brevi per rappresentare le lettere pi\u00f9 ricorrenti dell\u2019alfabeto inglese, e le rimanenti per quelle meno frequenti. Per esempio, scopri con una ricerca che la lettera e appare molto pi\u00f9 frequentemente di qualsiasi altra lettera, e di conseguenza le assegn\u00f2 il simbolo pi\u00f9 breve, un unico punto (.). All\u2019opposto, la j, che capita di rado, \u00e8 espressa da linea-punto-linea-punto (-.-.). Dopo aver iniziato a fare dei calcoli, per accertare la frequenza relativa dell\u2019occorrenza delle diverse lettere dell\u2019alfabeto inglese, Alfred fu colpito da un\u2019improvvisa ispirazione e visit\u00f2 l\u2019ufficio del giornale locale di Morristown, dove trov\u00f2 l\u2019intero problema gi\u00e0 risolto nella cassetta dei caratteri del tipografo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"348\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/reginald-fessenden.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-630\" srcset=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/reginald-fessenden.jpg 348w, https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/reginald-fessenden-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>REGINALD AUBREY FESSENDEN<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(6 ottobre 1866 \u2013 22 Luglio, 1932)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Reginald Aubrey Fessenden \u00e8 stato un inventore canadese, che ha fatto la maggior parte del suo lavoro negli Stati Uniti e la cittadinanza degli Stati Uniti anche affermato attraverso il suo padre nato in America. Durante la sua vita ha ricevuto centinaia di brevetti&nbsp;in vari campi, pi\u00f9 in particolare quelli relativi alla Radio e al Sonar.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fessenden \u00e8 noto per il suo lavoro pionieristico sviluppo tecnologia radio, comprese le basi di modulazione di ampiezza&nbsp;(AM) radio. I suoi successi inclusi la prima trasmissione del discorso via radio (1900) e la prima comunicazione bidirezionale radiotelegrafica attraverso l\u2019Oceano Atlantico (1906). Nel 1932 ha riferito che, verso la fine del 1906, ha anche fatto la prima trasmissione radiofonica di intrattenimento e musica, anche se la mancanza di dettagli verificabili ha portato ad alcuni dubbi su questa affermazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A lui si devono molti studi di elettrologia e la costruzione di uno strumento detto \u201cfessenden\u201d, utilizzato nelle comunicazioni tra sommergibili e navi.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"208\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.iz0aex.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Baudot.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-622\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong><em>JEAN MAURICE \u00c9MILE BAUDOT<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\">(Magneux, 11 settembre 1845 \u2013 Sceaux, 28 marzo 1903)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tecnico francese, figlio di un contadino, Baudot frequent\u00f2 solo le elementari e trascorse l\u2019adolescenza e la giovinezza lavorando nella fattoria paterna. Dopo il suo ingresso, come sostituto, nell\u2019Amministrazione delle Linee Telegrafiche (16 luglio 1870), affascinato dagli aspetti scientifici della sua nuova professione, Baudot si dedic\u00f2 a perfezionare la sua educazione, nel poco tempo libero lasciatogli dal lavoro presso la Posta centrale di Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1870 invent\u00f2 il suo codice telegrafico, il primo realmente digitale, basato su due soli stati, sia logici (\u201c1\u201d e \u201c0\u201d, unit\u00e0 che oggi chiamiamo \u201cbit\u201d) sia fisici (corrente elettrica = \u201c1\u201d, nessuna corrente elettrica = \u201c0\u201d). Nelle strisce perforate, un foro indica un Segno (\u201c1\u201d logico), la sua assenza uno Spazio (\u201c0\u201d logico).<br>Ciascun carattere Baudot consiste di 5 bit e perci\u00f2 sono disponibili 32 diverse combinazioni, che non bastano da sole a rappresentare le 26 lettere dell\u2019alfabeto latino, le 10 cifre e la punteggiatura. Usando due caratteri speciali, LTRS e FIGS, si ottengono 64 possibilit\u00e0. LTRS (11111) precede i caratteri alfabetici, FIGS (11011) quelli numerici e quelli speciali, come la punteggiatura. Le naturali evoluzioni del codice Baudot sono stati i codici ASCII a 7 ed 8 bit che costituiscono la base del linguaggio dei computer moderni. Prima della met\u00e0 del 20\u00b0 secolo, il codice Baudot soppiant\u00f2 il Morse come l\u2019alfabeto telegrafico pi\u00f9 usato. Infatti la sua combinazione di 5 unit\u00e0 di uguale durata rappresenta un sostanziale risparmio rispetto al sistema Morse di punti e linee. Il codice Baudot fu conosciuto come Codice Telegrafico Internazionale N. 1.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 17 giugno 1874 Baudot brevett\u00f2 il suo primo apparato (brevetto n. 103.898, \u201cSistema di telegrafia rapida\u201d), che oggi si chiamerebbe \u201csistema multiplex a divisione di tempo\u201d. La sua invenzione prendeva spunto dal sistema di stampa di uno strumento Hughes e da un distributore inventato da Bernard Meyer nel 1871 (il codice a 5 bit era stato originariamente concepito da Gauss e Weber). Baudot combin\u00f2 questi elementi, insieme a delle sue idee originali, per produrre il sistema multiplex finale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema di Baudot era composto da tre elementi principali: la tastiera, il distributore e la stampante su nastro di carta.<br>La tastiera assomigliava a quella di un pianoforte ed aveva 5 tasti, suddivisi in un gruppo di due tasti, a sinistra, ed uno di tre, a destra.<br>Il distributore era il cuore del sistema e ad esso erano collegate sia le tastiere sia i ricevitori. Ciascuna tastiera era collegata ad un insieme di spazzole rotanti che aprivano e chiudevano dei contatti su degli elementi conduttori fissi, chiamati segmenti. Le spazzole ruotavano grazie ad un motore elettrico o ad un meccanismo a pesi. Tipicamente un distributore aveva dalle quattro alle sei tastiere collegate, ciascuna col suo insieme di spazzole e segmenti.<br>Il ricevitore era dotato di 5 elettrocalamite, che memorizzavano il segnale ricevuto e di cui veniva decodificata automaticamente la combinazione per stampare direttamente il carattere risultante su una striscia di carta.<br>Dato che al distributore erano collegate quattro o pi\u00f9 tastiere, ed il distributore di partenza e quello d\u2019arrivo erano collegati da una sola linea, questo fu il primo sistema multiplex di successo nelle telecomunicazioni elettriche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema funzionava in questo modo:<br>L\u2019operatore digitava il codice sulla tastiera collegata al distributore, che bloccava i tasti finch\u00e9 le spazzole rotanti non passavano sopra i segmenti collegati alla tastiera stessa. La tastiera allora si sbloccava, emettendo un segnale acustico di avvertimento per l\u2019operatore, ed era pronta per ricevere il successivo carattere. Questo suono era noto come segnale di cadenza. I due distributori di partenza e d\u2019arrivo erano sincronizzati fra loro. Il ricevitore, all\u2019altra estremit\u00e0, stampava direttamente il messaggio su una striscia di carta.<br>Lavorare con la tastiera Baudot richiedeva molta abilit\u00e0, perch\u00e9 la digitazione doveva essere assolutamente regolare e ritmica. La velocit\u00e0 operativa normale era di 180 lettere al minuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema Baudot fu accettato dall\u2019amministrazione francese nel 1875 ed i primi test in linea avvennero il 12 novembre 1877, fra Parigi e Bordeaux. Entro la fine dello stesso anno inizi\u00f2 un doppio servizio telegrafico Baudot sulla linea Parigi-Roma, lunga circa 1700 km.<br>Il 27 aprile 1894 Baudot stabil\u00ec, sempre su una linea singola, le comunicazioni fra la Borsa di Parigi e quella di Milano e, contemporaneamente, fra il centro di Milano e quello di Parigi.<br>Dopo la Francia, il sistema telegrafico Baudot entr\u00f2 in servizio anche nelle altre nazioni: per prima l\u2019Italia (1887, per il servizio interno), successivamente l\u2019Olanda (1895), la Svizzera (1896), l\u2019Austria ed il Brasile (1897), il Regno Unito (1898, esisteva dall\u2019anno prima un semplice circuito delle Poste britanniche fra Londra e Parigi), la Germania (1900), la Russia (1904), l\u2019India (1905), la Spagna (1906), il Belgio (1909), l\u2019Argentina (1912) e la Romania (1913).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le apparecchiature di Baudot furono installate all\u2019Esposizione universale di Parigi del 1878 e gli valsero la grande medaglia d\u2019oro, oltre alle unanimi congratulazioni degli ingegneri di tutto il mondo. Vendette questa medaglia nel 1880 per fare ulteriori ricerche nel campo della telegrafia, perch\u00e9 ricevette sempre uno scarso aiuto dall\u2019Amministrazione Telegrafica francese e molto spesso dovette mettere di tasca propria i soldi per finanziare i suoi esperimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inventore fu insignito della Legione d\u2019Onore nel 1879 e promosso Controllore nel 1880; nel 1882 fu nominato infine Ingegnere ispettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Baudot mori all\u2019et\u00e0 di cinquantasette anni, dopo una lunga malattia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unit\u00e0 di misura della velocit\u00e0 nelle trasmissioni telegrafiche \u00e8 chiamata Baud in suo onore. Il Baud \u00e8 stata la principale unit\u00e0 di misura delle trasmissioni dati prima di essere sostituita dai pi\u00f9 accurati&nbsp;bps.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un richiamo doveroso alla memoria agli inventori legati al radiantismo GUGLIELMO MARCONI (Bologna, 25 aprile 1874 \u2014 Roma, 19 luglio 1937) Uno dei pi\u00f9 grandi inventori di tutti i tempi. L\u2019infanzia di Marconi si svolse tra Villa Griffone (Pontecchio), Firenze e Livorno. 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